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Formigoni è presidente della Lombardia dal 1995. Si crede insostituibile e si candida per la quarta volta. Non potrebbe, infatti la legge 165/2004 articolo 2 lo proibisce. Si può essere eletti solo per due mandati consecutivi. Lo ha riportato il 21 gennaio anche il “Fatto Quotidiano”, ma nessuno ha fatto una piega. Formigoni tira dritto come ha fatto dopo l'avviso di garanzia per l'inquinamento a Milano. Era persino contento, pensava peggio. E ha sventolato con fierezza l'avviso di garanzia (vedi video). Formigoni, se eletto, potrebbe essere destituito se qualcuno facesse ricorso. Perché rischiare?
Comunicato Stampa: Risorse per la scuola pubblica, non pubblicità per EXPO
Scritto da Paolo Cicerone
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04 Febbraio 2010
In questi giorni, nelle scuole dell’obbligo milanesi, è in distribuzione un libercolo su Expo 2015 dedicato alle famiglie. Confezionato da Expo S.p.A., con tanto di personaggio simbolo, il Vitruvietto e annessa lettera di Stanca, contiene una vergognosa apologia sulla bontà dei promotori di Expo nel voler affrontare e risolvere i problemi alimentari del pianeta. Il tutto con un taglio fiabesco, pieno di buoni propositi, con una visione finta della città, ovviamente per accattivarsi simpatia, interesse e positività all’evento Expo da parte dei piccoli lettori.
La gente è stanca, e questo lo possiamo capire benissimo tutti. Sono decenni ormai che la classe politica ci offre il peggio di sè. Connivenze, peculato, conflitti di interessi, impunità, nepotismo, arrogante ostentazione di potere in luogo di un atteggiamento di servizio al Paese. Ad ogni livello, dal Parlamento alla Comunità montana, troviamo “furbi”, famiglie che in una logica talora simile a quella mafiosa, si insediano, affidando incarichi o commesse ben retribuite a figli, parenti, amici, soci in affari… e il paragone con la mafia è talvolta più che un paragone. Il più furbo di tutti, a dare l’esempio, è il presidente (la p è minuscola per scelta), quello che si è fatto da sè. Un vero modello, l’eroe, il riferimento per ogni buon capitalista: fai i tuoi interessi, metti uomini che ti devono la loro parte di torta nei posti giusti per proteggerti, controlla l’informazione, calpesta chiunque e poniti al di sopra di tutto e tutti e, se la legge ti richiama sul tuo operato, cambia la legge, insulta e distruggi chi la applica e dichiarati vittima e perseguitato. Negli anni, senza che i più se ne accorgessero, c’è stato in Italia un lento e mascherato colpo di stato: non lo sappiamo, ma siamo in un regime oligarchico, tanto più subdolo perché non manifesto.
Il piano segreto per l’Expo - E' cominciata la guerra di Formigoni
Scritto da Gianni Barbacetto
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27 Gennaio 2010
Il contratto da cui nasce l’Expo di Milano è un documento di 25 pagine e sette planimetrie che nessuno ha mai visto: non il consiglio comunale, che lo aspetta da un paio d’anni, non i cittadini milanesi che avrebbero diritto di sapere che cosa si sta progettando. È una convenzione sottoscritta, già nel giugno 2007, dal comune e dai due proprietari dell’area su cui, nel 2015, si svolgerà l’evento: la Fiera di Milano e la società Belgioiosa (gruppo Cabassi). È il documento, finora segreto, che fa finalmente capire dov’è il trucco dell’Expo 2015: un’iniziativa intitolata “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, che nutrirà però soprattutto i proprietari dell’area, i quali potranno cementificarla con grande energia, oltre ogni regola.
IL CONTRATTO. Che cosa prevede, infatti, il contratto? Che quell’area sghemba a nord di Milano tra Pero e Baranzate, contigua alla nuova Fiera, prescelta per celebrare i fasti dell’Expo, resti ai proprietari. Viene data in concessione alla società Expo per sette anni (2010-2017), al termine dei quali Fiera e Cabassi se la riprenderanno. Ma, passata la festa, ci troveranno alcune gradite sorprese. Oggi l’area (circa 1 milione di metri quadri, 70 per cento della Fiera, 30 di Cabassi) è agricola. Non ci si può costruire nulla. Che cosa dice invece la miracolosa convenzione segreta? Che nel 2017 l’area sarà restituita a Fiera e Cabassi con un indice d’edificabilità 0,6: ossia puoi costruire 6 metri quadri ogni 10, per un totale di 600 mila metri quadri. Non è meraviglioso? Ma c’è di più. Il nuovo Piano di governo del territorio (Pgt) in approvazione a Milano innalza per le aree agricole l’indice di costruzione allo 0,2 (puoi costruire 2 metri quadri ogni 10); ma l’area Expo è considerata un’eccezione (“zona di trasformazione speciale”), con un eccezionale indice 1: dunque si potrà costruire ben 1 milione di metri quadri. E con un mix funzionale libero, dice il contratto Expo, a gentile discrezione dei proprietari.
Inquinamento Record negli ultimi tre anni. Il vicesindaco: ma a Napoli e Torino è peggio Lo smog non dà tregua a Milano Tredici giorni oltre i limiti. Due consiglieri pronti a occupare il Comune
MILANO — La serie più nera dell’aria milanese è iniziata l’11 gennaio. Nuvole, nebbia, temperatura vicino allo zero. E smog che si accumulava. Da quel momento, le polveri sottili non sono mai scese sotto la soglia che dovrebbe proteggere la salute dei cittadini. Fanno 13 giorni consecutivi di aria fuorilegge, il record negli ultimi tre anni. Fossero ancora in vigore le vecchie leggi regionali, ieri nelle aree più inquinate della Lombardia si sarebbe bloccato il traffico. Poi le regole sono cambiate. E a ridurre l’inquinamento, oggi, dovrebbero essere soltanto le «misure strutturali» come l’Ecopass (il pedaggio per le auto inquinanti che entrano in centro) o i blocchi regionali dei veicoli più vecchi. Ma l’aria resta asfissiante. E allora, per chiedere provvedimenti più incisivi, stanotte due consiglieri occuperanno l’aula principale del Comune di Milano. Come accade da anni, negli inverni milanesi si chiede consiglio al meteorologo. Le previsioni dicono «condizioni stagnanti», come minimo per un paio di giorni ancora. Conseguenza: lo smog resterà alto. Tirando le somme, dal primo gennaio s’è respirato soltanto per 6 giorni su 23. Ed è certo vero, come ha ricordato il vice sindaco, Riccardo De Corato, che nel 2009 «le città più inquinate sono state Napoli e Torino, con 156 e 151 giorni di superamento delle soglie», ma il nuovo anno per Milano è partito male. Molto male. Soprattutto perché, nel centro della città, è in vigore il provvedimento che a molti è sembrato una rivoluzione nelle politiche ambientali delle città italiane. «Milano come Londra», si disse due anni fa. «Avanguardia del Paese».
Siamo tutti uguali - No al razzismo e alla discriminazione
25 Gennaio 2010
Il MoVimento 5 Stelle Lombardia in occasione della "Giornata della Memoria" organizza una serata dal titolo:
Siamo tutti uguali - No al razzismo e alla discriminazione "Contro l’ipocrisia della Lega e del governo che commemorano la giornata della Memoria mentre promuovono leggi, decreti e delibere discriminatorie e razziste. Noi pensiamo ad un’Italia diversa”. Mercoledì 27 gennaio ad Arese - presso il Forum delle Associazioni -in viale Resegone, 14 - alle ore 21.00 Dalle impronte ai bambini Rom, all’esclusione dei bimbi dei clandestini nelle scuole di Milano, alle classi separate per stranieri, al tetto del 30% di stranieri in aula, passando per i rinnovi dei permessi che non arrivano mai, al reato di clandestinità, ai centri di prima accoglienza trasformati in campi di concentramento, ai gravissimi fatti di Rosarno. Il MoVimento 5 Stelle Lombardia dice NO alla campagna d’odio e di violenza nei confronti degli immigrati portata avanti dalla Lega e dalla destra berlusconiana. E promuove la politica dell’integrazione fondata sulla tolleranza e sulla fratellanza tra i popoli.
Durante la serata verranno letti brani di testimonianze di deportati nei campi di concentramento nazisti e testimonianze dei gravi episodi di intolleranza avvenuti in questi anni in Italia. L’incontro è aperto al pubblico e tutti potranno prendere la parola per leggere qualcosa o per portare la propria esperienza sull’argomento.
Affidiamo alle belle parole di Moni Ovadia quello che sentiamo: Il nemico della memoria è la celebrazione a buon mercato, tipica di chi vuole rifarsi la verginità perduta. Gli ebrei di oggi sono gli africani, i clandestini, i "vucumprà". Se non ci rendiamo conto di questo, il ricordo della Shoah è vuoto. Sbaglia chi crede di aver fatto i conti con la storia solo per avere fatto una visita in un lager. Si negano ancora i diritti a milioni di persone. Se il giorno della Memoria serve per liquidare il presente allora uccidiamo per la seconda volta i morti dell’olocausto. Chi dice “padroni a casa nostra” istituisce un privilegio che per affermarsi necessita di schiavi. Come di quelli di Rosarno.
Ecco cosa succede nella Milano da bere che ancora rimpiange Bottino Craxi , una mamma con due figli piccoli che ha perso anche il lavoro viene buttata in mezzo ad una strada..al gelo. Dove sono i cattolici ciellini di Formigoni,dove sono quelli che dicono non lasceremo nessuno solo in questa crisi,dovè il Pd la cgil..solo i ragazzi dei centri sociali e chi non si arrende mai è al fianco di questa mamma se ci fosse un Cristo ai cattolici benpensanti li prenderebbe tutti a calci nel culo ! rabbia solo rabbia....
Anche se i tg e i giornali certe notizie non le riportano, le situazioni di questo tipo a Milano sono all'ordine del giorno; chi ha dato l'ordine di sgombero non si preoccupa ora di dove potrà andare questa donna con figli piccoli che non ha parenti che la possano ospitare, la sua "fortuna" (chiamiamola così perchè altrettante mamme non sono state così "fortunate") è che ha dei vicini che oltre a lottare per lei la ospiteranno si spera "pro tempore". Se non fosse stato così sarebbe finita a cercare questa "fortuna" tra i disperati della stazione centrale oppure a vendersi per il bene dei propri figli in cambio di un pasto caldo e di un tugurio tra le baracche.
Video denuncia. Accade ora: ll Governo fa affondare navi di rifiuti nucleari nei nostri mari.
23 Gennaio 2010
E' gravissima la denuncia contenuta in questo video: il giornalista Lannes è entrato, senza essere fermato in una centrale nucleare dismessa ed ha filmato per due ore i tir della 'ndrangheta che portavano via tonnellate di rifiuti nucleari, caricandole su container. Li ha seguiti fino a Genova a La Spezia, dove i container pieni di rifiuti sono stati caricati su navi da affondare in mare: ora, non trent'anni fa!
Guardate e diffondete questo video terrificante:
... dicevo, sono stato a Caorso e ho scoperto, che lo Stato Italiano: il GovernoBerlusconi ha affidato lo smantellamento delle centrali nucleari alla 'ndrangheta, ad una delle più potenti e pericolose 'ndrine (*). C'è una società che si chiama ECOGE e ha sede a Genova e l'ho scoperto per caso entrando all'interno, senza autorizzazione, nella più importante centrale nucleare d'Italia. Avevo con me 3 macchine fotografiche, non avevo esplosivo e non sono un terrorista, questo per dire dei sistemi di sicurezza di questo Governo, non mi ha fermato nessuno, sono stato lì due ore a fotografare il reattore nucleare e questo smantellamento. Ho fotografato dei camion, della ndrangheta, della società ECOGE, che caricavano i rifiuti nucleari all'interno dei container, container trasportati a Genova e li ho seguiti e poi a La Spezia, in attesa di navi da affondare. E questo adesso, ora, non 20 anni fa. E il mio giornale, La Stampa, mi ha impedito di scriverne. E nessun giornale italiano ha preso in considerazione questa situazione. Ho chiesto facciamo qualcosa. Mi hanno sbattuto la porta in faccia tutti, dalla Repubblica, dove ho lavorato per anni, al Corriere della sera, all'Espresso e ad altri. E' una vergogna per la categoria professionale, noi giornalisti dovremmo vergognarci, sono il primo a vergognarmi. Sotto il nostro naso. Sia tranquillo Berlusconi, stia tranquillo ministro Maroni, stia tranquillo ministro Prestigiacomo; si sono affrettati in una conferenza stampa in Calabria a smentire la presenza delle navi e mi spiace che Grasso, che pure stimo, sia prestato a questo gioco. Vergogna! Vergogna! Sono sceso giù a Lamezia Terme, domenica, al forum delle associazioni dei giovani della Calabria, della Basilcata, della Puglia, e di queste regioni c'erano solo i giovani, indifesi. Siamo soli, stiamo morendo. Nel mio gargano i bambini nascono con le malformazioni, ci sono tumori. E' ora di dire basta.
Sono andato a Lamezia è ho dimostrato e ho smentito la tesi del Ministro Prestigiacomo, di Grasso, di questo Governo Berlusconi. Ho portato una pubblicazione della Marina Militare Italiana edita nel 1977, titolo: Mercantili Perduti. Il "Catania", caro ministro Prestigiacomo, è affondato il 4 agosto 1943 nella rada di Napoli e non a Cetraro, come lei ha sostenuto in conferenza stampa. Vergogna! Li sotto ci sono navi imbottite di rifiuti radioattivi e rifiuti chimici, c'è la Righel, c'è la Kuschin e altre, tante altre che hanno affondato in quella zona per confondere le idee perché sapevano che durante la prima guerra mondiale e la seconda guerra mondiale sono stati affondati relitti militari e solo per impedire un ritrovamento lo hanno fatto, per camuffare. A venti miglia dalla costa calabra, nel basso Tirreno ci sono centinaia di navi, migliaia di container imbottiti di rifiuti pericolosi, cari signori delGoverno. E' ora di dire basta italiani, dobbiamo ribellarci a tutto questo, è ora di dire basta. Io lo faccio soltanto per i bambini. Oggi sono padre, ho un bambino di 11 mesi. Perché gli adulti sanno. I governi sanno. Ho cominciato a scriverne alla fine degli anni '80 su giornali nazionali e internazionali, tanti parlamentari hanno fatto interrogazioni, non sono state mai date risposte. Sono un cacciatore di rifiuti e di eco-mafiosi, ma sapete quanti ne ho mandati in galera anche recentemente. Ho ricevuto minacce, tentativi di corruzione, siamo rimasti isolati. Anche il mio giornale non mi difende, non mi difende nessuno, e mi impedisce di lavorare. Ho dato vita ad un giornale alcuni mesi fa, un giornale on line "Italia terra nostra" hanno intimato anche i ragazzi di 20 anni, sono arrivati a questo. E non risponde il Governo. In aula, il 24 novembre, Orlando si è incazzato con il ministro Maroni, hanno delegato un sottosegretario che non sapeva nulla. Noi ci siamo dati un impegno, alla fine di gennaio vi dimostreremo, documenti alla mano, che nei i mari italiani, dal 74 sono state affondate tantissime navi, tantissime. Gli industriali europei hanno questa responsabilità e anche quegli italiani, la Montedison, l'ENI, l'ENEl, soltanto per restare in Italia. E poi i rifiuti nucleari, hanno utilizzato le mafie, hanno utilizzato le 'ndrine(*) per affondare le navi. Lo Stato ha fatto questo, i governi, vero Andreotti! Altro che organico alla mafia. Hanno dato le direttive. Questo è accaduto nel nostro paese. Non abbiamo, noi giornalisti, la spina dorsale e la forza per dire queste cose ORA! E questo è grave. Mi hanno dato una ciambella in Francia per dire venite qui, lo facciamo da qui, lo rilanciamo; magari i giornali italiani riprenderanno come hanno sempre fatto; perché vivono di questo, vivono a rimorchio. Non esistono più editori puri; come pensa Peter e tanti altri colleghi che sono qui presenti. E allora, se vuoi raccontare la verità, questo è il prezzo che devi pagare. Sapete cosa mi hanno detto i carabinieri? Che queste azioni sono tese a condizionare la mia inchiesta, io mi sto occupando di navi dei veleni, da 6 mesi, e non altro, e non altro, non c'è altro. Allora perché, perché la Magistratura che si sta occupando di questo caso non ha fatto nulla. Abbiamo verificato. Non hanno fatto nulla, neppure uno stalcio d'indagine, io ho fornito un quadro indiziario pieno di prove e non hanno fatto nulla, il Governo se ne infischia perché è complice di questa situazione, così i governi passati, molti governi del passato, soprattutto ai tempi di Craxi, soprattutto ai tempi di Craxi. E non hanno portato rifiuti soltanto in Libia e Somalia ma li hanno affondati anche nei nostri mari. E' ora di dire basta. Io sono un giornalista e posso fare questo, posso fare informazione. Ho messo insieme un gruppo di giornalisti con i cabasisi; e noi alla fine di gennaio dimostreremo che questo Governo, come altri governi hanno distrutto la vita, hanno messo a repentaglio il futuro di intere generazioni. E' ora di dire basta e su la testa! e grazie.
Bergamo, approvato piano regolatore per cementificare gli Orti Storici
Scritto da Rossella Lezzi
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22 Gennaio 2010
Con grande fretta il Consiglio Comunale di Bergamo ha approvato all'interno del piano regolatore una variante che consente l'edificazione di un nuovo padiglione di 1500 metri quadri in aggiunta all'"Accademia D'arte Moderna e Contemporanea", all'interno della vasta area denominata "Gli orti di San Tomaso" adiacente il Parco Suardi.
Tale realizzazione stravolge e cancella una parte cospicua di suolo verde STORICO situata proprio nel cuore antico della città, area a suo tempo scoperta e valorizzatta dal F.A.I. e fatta oggetto di visita guidata. Essi sono un vero polmone naturale rimasto MIRACOLOSAMENTE indenne nel tempo. Per tale realizzazione verrebbero stanziati 4 milioni di Euro della fondazione CREBERG.
"Salviamo gli orti di Bergamo”. E’ l’appello che lanciamo, insieme ai cittadini e tutti i Comitati spontanei che si sono creati, contro la previsione, inserita nel Piano di Governo del Territorio approvato dal Comune, di edificare una nuova sala espositiva dell’Accademia Carrara nell’area confinante con il parco Suardi, ovvero gli orti storici di via san Tomaso. Oggetto di discussione è la nuova edificazione della sala museale (che verrebbe realizzata con il contributo della Fondazione Credito Bergamasco) e il cambio di destinazione d’uso di palazzo Spini, l’ex edificio delle suore Canossiane che negli ultimi anni ha ospitato alcune classi del liceo Sarpi e dell’Università. “L’area verde dove è prevista l’edificazione della sala, ovvero gli orti storici verrà ceduta al Comune dagli operatori immobiliari, che hanno acquisito l’edificio delle ex Canossiane, in cambio della possibilità di trasformare tale contenitore storico in residenze private”. Ma proprio sull’area occupata dagli orti storici il Comune ha previsto la nuova sala museale.
Il progetto di costruzione nasconde la volontà di trovare l'accesso viabile all'ex Istituto delle Canossiane (vedi osservazioni e controdeduzioni al PGT), al quale la passata amministrazione aveva incautamente concesso di trasformarsi da edificio a uso pubblico (fino a due anni fa c'erano scuole e aule universitarie) ad uso privato, per costruirvi centinaia di appartamenti, con annessi parcheggi pertinenziali. Non è pura speculazione edilizia questa? L'amministrazione ha ricevuto proposte alternative, ma la Giunta, visti gli interessi economici in gioco, si è dimostrata saldamente intenzionata ad andare avanti.
Il complesso delle ex Canossiane, praticamente affiancato all'area indicata per la sala espositiva – sostiene il comitato per la salvaguardia del Parco Suardi e degli orti di San Tomaso –sarà destinato a residenze private, che avranno bisogno come minimo di 3.500 metri quadrati di parcheggi. Non è ancora chiaro da dove si accederà alle nuove case, che secondo noi saranno uno scempio. Il rischio è che una parte dell'attuale Parco Suardi, da più di 50 anni proprietà della città, sarebbe usata per il passaggio di automobili private”. Un progetto che solleva dubbi, dato che il progettista del complesso residenziale e il progettista prescelto per la sala espositiva, è lo stesso, ovvero l'architetto Attilio Gobbi. “Risulta difficile riconoscere il confine tra il bene comune e l'interesse di un solo privato” chiosa il comitato. Ecco, di seguito, l'osservazione al PGT n. 592 presentata dalla Gamec e approvata dagli Uffici e dal Consiglio Comunale: ...
Oggi l’Italia e la Lombardia in particolare devono affrontare diverse emergenze; tra queste un’urgenza particolarmente grave e pressante è la diffusa credenza che nel nostro Paese la politica la si possa fare in un solo modo: a braccetto con la criminalità organizzata. Oggi la criminalità organizzata si caratterizza per rapporti torbidi e ambigui con pezzi della politica, della finanza e della società. Una zona grigia, un impasto, una mescola pericolosa che genera favori a tutti coloro che l’accettano.
Questi atteggiamenti mirano a discreditare (tipico atteggiamento mafioso) non solo singole persone ma intere Istituzioni democratiche. Tutte le coperture e gli attacchi politici alle Istituzioni mi rafforzano nella mia idea: questi atteggiamenti sono la spina dorsale del crimine organizzato.
Ecco il punto: la mafia, generalizzandone il termine, non la si può sconfiggere solo con il lavoro dei magistrati e delle forze dell’ordine, ma con una profonda svolta culturale. Magistrati e forze dell’ordine possono distruggere l’ala militare della criminalità organizzata, ma la politica, il Paese e i cittadini devono dimostrare che la legalità paga di più dell’illegalità. Non dobbiamo permettere che il lavoro di magistrati e forze dell’ordine venga svilito con la cultura del sospetto, con l’accusa di costruire teoremi invece di prove, con l’arma della delegittimazione e delle volgarità, con l’ammonimento di essere ispirati da una fazione in danno ad un’altra. Sul banco degli imputati dobbiamo lasciare i mafiosi, i loro complici e i responsabili di più alto livello, non dobbiamo metterci i magistrati antimafia e le forze dell’ordine. Mai.
«Questa strada non è del Pdl, della Lega o del Pd. È una strada di tutti» disse Formigoni nel 2008 quando davanti al ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro e all'allora presidente provinciale Penati inaugurò l'inizio dei lavori di uno dei peggiori MOSTRI devastatori dei nostri parchi: LA SUPERSTRADA DEI NAVIGLI. La strada, voluta dalla Regione Lombardia, nelle intenzioni iniziali doveva convogliare il traffico che arrivava dal Piemonte direttamente verso lo scalo aeroportuale lombardo e poi, in un secondo momento, continuare fino a Milano, collegando la tangenziale Ovest a Malpensa.
Ultimi sviluppi (di fine 2009) vedono Formigoni, primo azionista di ANAS per conto della regione in questo progetto, lasciarsi andare a qualche dubbio sulla fattibilità; per la prima volta infatti si fa incerta la posizione dei vertici di Regione Lombardia, che nella realizzazione del progetto in questione è da sempre il partner numero uno di Anas ed ha già stanziato la bellezza di 280 milioni di euro. Sarà per colpa della campagna elettorale e del fatto che molti elettori del PDL non sono granchè favorevoli alla cosa? Chissà che dopo la sua elezione trovi uno strattagemma o episodio (magari creato ad hoc) come riuscì a trovare il presidente provinciale Podestà, che durante il ballottaggio si stracciò le vesti urlando contro questa superstrada "che non s'ha da fare" e poi dopo sole due settimane, approfittando delle lamentele di sua maestà Silvio, rimasto imbottigliato nel gorgo della tangenziale, cambiare repentinamente idea.
Stavolta non parliamo di immigrati, extracomunitari, rifugiati, stranieri, stavolta parliamo di cittadini pavesi: da una parte, 15 lavoratori (di cui 5 disabili), ultra 50enni, ex dipendenti Neca e Necchi e, dall’altra oltre 180 lavoratori dell’ex-Arsenale. Invitiamo tutti i cittadini a partecipare stasera al Consiglio Comunale di Pavia previsto per le ore 20.30 poiché saranno presenti i lavoratori di queste due realtà pavesi ad informare pubblicamente i cittadini, denunciare i silenzi delle amministrazioni locali, rivendicare il proprio diritto al lavoro. Due realtà lavorative tra loro molto diverse, ma entrambe rappresentative del problema lavoro nella nostra città e delle conseguenze che arrecano ai lavoratori le decisioni politiche improntate alla deindustrializzazione del territorio, da una parte, ed alla inadeguata politica di recupero delle aree tecnico-industriali appartenenti allo Stato, dall’altra.
Convegno a Pavia "Il suolo: una risorsa non rinnovabile"
Scritto da Luis Alberto
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21 Gennaio 2010
Convegno "Il suolo: una risorsa non rinnovabile" 30 ettari, cioè 44 campi di calcio: il terreno divorato dal cemento in Italia ogni giorno tra i relatori: DomenicoFiniguerra - MarcoBoschini - MaurizioPallante
Martedì 26 gennaio 2010 - ore 20:45 Aula Magna del '400 - Università di Pavia