I cittadini lombardi, piemontesi e toscani sono a conoscenza che la loro regione ha chiesto una deroga per arsenico?
Cosa è una deroga? Sappiamo esattamente che cosa beviamo? O andiamo avanti a fiducia indiscriminata a istituzioni ormai troppo lontane dal bene comune? In vista delle regionali in tutta italia proviamo a ribadie alcune informazioni.
Quando una legge non può essere rispettata alla lettera, anche in materia di salute, anche nel caso dell’acqua potabile, i politici-legislatori usano una deroga. Anche per presenze di arsenico, selenio, trialometani, vanadio, nichel, cloriti sono risultate alterazioni in 13 regioni (su 20). Tante deroghe chieste dal 2001 al 2009. Solo 8 nel 2009. Solo.

Invitiamo a leggere il rapporto di Cittadinanza attiva (bisogna trovare il link...).
I cittadini lombardi, piemontesi e toscani sono a conoscenza che la loro regione ha chiesto una deroga per arsenico?
Che nel Lazio, in alcune zone, è stato sconsigliato “il consumo di acqua da bere ai minori di 14 anni”. E che cos’è? un film hard?

Dal 1 gennaio 2010 in tutti i comuni in cui i valori dell’arsenico sono superiori alla norma non sarà più possibile la distribuzione dell’acqua potabile. In teoria. Non mi pare che tale direttiva europea sia minimamente affrontata. Ma Romani! Per il momento tranquilli…il prof. Paolo Berbenni di ing. Sanitaria del Politecnico di Milano afferma che il problema  è dei piccolissimi comuni che non hanno controlli all’avanguardia per il fluoro, i solfati, il sodio il magnesio e l’arsenico.

Gli enti preposti ai controlli dell’acqua che esce dal rubinetto di casa sono gli acquedotti e le asl. L’Università la Bicocca, nelle persone di Massimo Labra e Maurizio Casiraghi (www.zooplantlab.btbs.unimib.it) hanno fornito un test pret-a-porter, fresca di brevetto, con cui misurare tali parametri. L’analisi viene fatta quindi, esattamente dove sgorga nel rubinetto di casa. Vediamo cosa è venuto fuori nell’articolo di Federica Cavadini.

I parametri di legge dell’acqua indagati nell'articolo tramite il kit, sono:
1.   PH
2.   DUREZZA
3.   NITRITI
4.   NITRATI
5.   CLORURI
6.   SOLFATI    

PH (da 0 a 14)
Il parametro che misura l’acidità o la basicità dell’acqua (7 è il valore neutro). Quando la forbice esce dai valori compresi tra 6,5 e 8,5 la causa può essere attribuita solo a massicci fenomeni di inquinamento delle falde acquifere

DUREZZA (da 15 a 50 ° f)
Dal punto di vista tossicologico l’acqua dura (50 °f) non è dannosa per l’uomo. E’ legata alla presenza di Sali, calcio, e magnesio.

NITRITI
Possono essere tossici se presenti in quantità superiori a a 0,50 mg/L, soprattutto per bambini e donne in gravidanza

NITRATI
Se i valori sono superiori ai 50 mg/L può essere legato al fertilizzante dei terreni agricoli o dagli scarichi fognari che contaminano l’acqua potabile.

CLORURI
Deve avere valori inferiori ai 250 mg/L ma non sono tossici per l’uomo, danno solo quel saporaccio sgradevole. Diciamo che valori elevati potrebbero rivelare che qualcuno stia “coprendo” contaminazioni fognarie o di altro genere batteriologico. Meno pericolosi di quello che si pensa

SOLFATI
Gli SO4. Normalmente sono presenti dovuti al passaggio attraverso le rocce del sottosuolo. Valori superiori ai 250 mg/L possono rivelare prodotti di scarto da industrie.


A Bergamo, a Cremona, a Lecco, a Varese, a Pavia, a Padova, a Rimini, a Livorno, a Reggio Emilia, a Bologna, a Firenze, a Genova, a L’Aquila, a Bari, a Palermo, a Napoli i NITRITI misurati sono 1 mg/L, ossia il doppio del parametro (0,50 mg/L)

A Firenze, a Palermo e a Genova i SOLFATI sono fuori parametro:  sopra i 400 mg/L le prime due e ben 500 mg/L la terza quando il parametro è sotto i 250 mg/L.

A Genova, Torino e a Bergamo i CLORURI fuori parametro (500 mg/L quando il parametro è 250 mg/L).
A Sondrio addirittura DIECI volte fuori misura
A Bolzano, Brescia e a Mantova la situazione è OK
A Como la DUREZZA (presenza di sali, calcio e magnesio) è 0 quando la forbice è tra 15 e 50 °F (ma non è velenoso per l’uomo)

La nostra città, Roma, ha finito un’epoca in cui era famosa per il detto “acqua de’ roma, acqua ‘bbona” -  almeno a ottobre 2009 in piazza Venezia - e possiede nitriti per ben 5 mg/L quando il parametro è dieci volte più basso (0,50 mg/l), la magra consolazione di condividere questo lento “avvelenamento” con la “sola” Sondrio, primi a pari merito su una classifica di 28 città. Sempre Roma ha un PH di 9 (che condivide con Napoli, Reggio Emilia e Pavia, 4 su 28 misurazioni) emblematico indicatore di problemi di inquinamento. Ringraziamo tutti l’avvocato Manlio Cerroni - almeno a Roma - che tanto si spende per la nostra salute!

E ora vado a farmi una bella camomilla. Per non rischiare, senz'acqua.

Massimo Baroni
Residenti Municipio VI

da: Indipendenza energetica

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