H2Oro

AAA Cercasi imprenditori pavidi desiderosi di un riparo sicuro dei loro capitali, preferibilmente appena scudati. Si garantisce la massima discrezione, una clientela affezionata e duratura e una remunerazione del capitale senza eguali. Non sono richiesti ulteriori investimenti per l’ammodernamento della rete. Astenersi sostenitori del libero mercato.
In un Paese dove il 10% della popolazione ha in mano il 45% della ricchezza ed il 50% della popolazione ne possiede solamente il 10%, di fronte alla indiscutibile necessità di un efficientamento nella gestione del servizio idrico, invece di mantenere il diritto all’acqua e alla vita puntando sull’inasprimento dei controlli nell’amministrazione della cosa pubblica favorendo l’intera cittadinanza, il Governo cosa propone? Campo libero ai privati nella gestione di un servizio indispensabile alla vita, creazione di un regime di monopolio nella definizione delle tariffe ed un rischio impresa praticamente nullo.
E’ questo il modo con cui gli imprenditori italiani amanti della delocalizzazione intendono investire nel loro Paese? Questo è il loro concetto di investimenti nella green economy?
Se le esperienze italiane (Latina, Agrigento giusto per citare situazioni eclatanti) ed esperienze internazionali, come Parigi, hanno largamente dimostrato che lasciare società private a gestire il servizio idrico non si rivela una soluzione economicamente sostenibile ed eticamente discutibile, perché il Governo ritiene che l’efficientamento della gestione idrica integrata debba passare per una privatizzazione completa del Sistema Idrico Nazionale?
Un’inserimento di questo tipo in regime di monopolio porterà, chiaramente, alla massimizzazione del profitto remunerando il capitale con un aumento indiscriminato delle tariffe, senza alcun obbligo da parte dei privati di ammodernare effettivamente il sistema idrico. E se ciò avvenisse, pensate che non vi siano ricadute sulle tariffe ai consumatori?
Forse una conseguenza positiva che questa legge avrà in futuro riguarderà la parsimonia con la quale la popolazione accederà alla risorsa “acqua”: con le tariffe alle stelle, l’utilizzo della risorsa sarà un lusso che non tutti potranno permettersi riducendone quindi il consumo.
Infine vorremmo chiedere al dipendente Scajola i motivi per i quali, mentre qui in Italia la parola d’ordine è privatizzare la gestione del servizio idrico, il Governo Berlusconi si sta impegnando in Bolivia, partecipando con denaro pubblico, alla ripubblicizzazione della gestione dell’acqua ampliando l’acquedotto in aree del Paese non ancora raggiunte. Forse perché ritiene che la costruzione della rete presenti troppi rischio d’impresa e non ci siamo alcun privato sano di mente per farsene carico, mentre la “semplice” gestione diventa un gioco da ragazzi? Stanno ponendo le basi per un ingresso nella gestione del servizio idrico boliviano di capitali privati italiani a lavoro completato?
Di fronte a questa presa di posizione netta ed assolutamente in contrasto con la volontà popolare espressa nel 2007 in occasione della raccolta di 406.626 firme (!!) a sostegno della legge d’iniziativa popolare “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per ripubblicizzazione del servizio idrico”, i Movimenti per l’Acqua hanno rotto gli indugi e presentato il 31 Marzo scorso 3 quesiti referendari il cui intento è il ritorno ad una gestione completamente pubblica del servizio idrico.


Il MoVimento 5 stelle Lombardia promuove e sostiene la Campagna Referendaria.
Cittadini in MoVimento

Commenti  

 
0 #1 AlbertoC67 2010-04-13 12:35
Io mi chiedo se abbiamo bisogno o meno di altre prove per capire che gli attuali politicanti non sono altro che avvoltoi pronti a spolpare il cadavere dell'Italia per far fare profitti ai loro amici.
Io chiederei una cosa a chi sostiene l'acqua privata:"Chi ha chiesto che l'acqua diventi patrimonio di qualcuno?"
Vorrei proprio saperlo.
Dobbiamo aprire gli occhi alla gente e soprattutto non dobbiamo mollare, mai!
 

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