23 Novembre 2009
Dopo il primo passaggio, il decreto Ronchi (un vespaio di norme buttate tutte dentro una sola legge, dalle concessioni autostradali, alla competitività dei prodotti agroalimentari fino alla privatizzazione dell'acqua), incassa la fiducia e diventa legge. L'acqua andrà in gestione ai privati. Perchè si sono prese queste decisioni e come questa volta i notabili hanno preso in giro i cittadini?
Vi sono almeno tre motivi che mostrano quanto la norma sia, primo fuoriluogo e secondo, negli interessi di tutti meno che dei cittadini. La norma sulla privatizzazione dell'acqua è stata inserita all'interno di questo decreto sugli obblighi comunitari, ma in realtà non esiste nessuna norma europea che obblighi l'Italia a privatizzare l'acqua, nemmeno la direttiva Bolkestein (vedi pag.50) sulle privatizzazioni e le liberalizzazioni, in quanto esclude, proprio all'articolo 1 quei settori che sono d'interesse pubblico. Il decreto presentato prevede che una serie di servizi pubblici locali, come l'acqua, vengano passati al mercato, quindi considerati come beni di rilevanza economica e non diritto dei cittadini.
Già oggi la presenza dei privati nel settore idrico è forte, ma i comuni riescono a partecipare alla gestione tramite società di capitale interamente pubblico, ma entro due anni, con le nuove norme, questo non sarà più possibile ed occorrerà affidare la gestione interamente a privati o a società per azioni miste, in cui i soci privati detengano almeno il 40% del capitale. Se il pubblico garantisce l'accesso alla risorsa per tutti, così, almeno nel caso dell'acqua, non sarà per i privati che fanno della logica del profitto il loro cavallo di battaglia.
Negli ultimi sette anni le tariffe dell'acqua hanno visto un'impennata del 47%, secondo le stime dell'ISTAT, impennata più alta in quei comuni dove la privatizzazione dell'acqua è già stata avviata. Si dice che questa privatizzazione porterebbe i privati ad investire sul rinnovamento del sistema idrico, fognario e di depurazione, che perde 1/3 dell' acqua durante il trasporto. Per fare questo occorrerebbe un investimeno da 60miliardi di euro. Siamo sicuri che questa privatizzazione veda automaticamente l'investimento per il rinnovo della rete idrica?
No, perchè la stessa esperienza italiana dimostra che dove la gestione idrica è privata i problemi non mancano, tant'è che nei paesi in cui questo avviene, la gente deve cucinare con l'acqua minerale, o trovarsi alle sette di mattina con l'acqua sporca che sgorga dai rubinetti, con bollette da capogiro, come gli abitanti di Ceccano, provincia di Frosinone. Appunto bollette da capogiro e qualità dell'acqua pessima, nonostante la gestione privata la faccia da padrone dall'inizio del 2008. 1500 reclami su 7000 abitanti, giusto per citare un esempio ancora in piccola scala.
Le associazioni dei consumatori denunciano possibili aumenti di tariffe anche del 30%, il che significherebbe vedere aumentare in un solo decennio (2000-2010) più della metà il costo di un bene primario e di un diritto del cittadino. D'altronde, il business in ballo si aggira sui 6miliardi di euro, come poter pensare di lasciare un'occasione così ghiotta?
Se l'Italia approva la privatizzazione, vi è da dire che a) vi arriva in notevole ritardo b) ovunque sia stata sperimentata l'idea è stata abbandonata. Esempi? A Parigi dopo 25 anni l'acqua è tornata pubblica, così anche a Montpellier ed in altri comuni francesi, giusto per ribadire che il modello privato in questo settore non s'ha da far per i transalpini. La Germania la privatizzazione l'ha bloccata, mentre in Belgio il capitolo è praticamente chiuso da tempo, mentre in Svezia, dopo un timido accenno non se ne parla più. In Olanda, addirittura, nel settembre 2004 il parlamento ha deciso, tramite legge, di impedire qualunque forma di privatizzazione dell'acqua. Le uniche zone a privatizzazione rimangono la Gran Bretagna e alcuni paesi dell'Est Europa.
Perchè tutti questi hanno fatto marcia indietro sulla privatizzazione? Forse la risposta è da ricercare nei costi: costa di più privatizzare che non tenerla pubblica. Allora perchè privatizzarla? Siamo in Italia baby, e le lobby pronte a dissanguare i cittadini sono sempre all'erta, convicendoti di fare qualcosa per il bene del paese, continuano a fare qualcosa per le loro tasche.
venerdì 20 novembre 2009
fonte: lucarinaldi.blog
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