Il volto insanguinato di Berlusconi porta i segni di quella violenza che mai dovrebbe albergare nella politica. Parimenti, le reazioni seguite all’aggressione mostrano ancora una volta la vera sorgente del clima autoritario che ci ammorba: ci è toccato sentire, per bocca di Cicchitto, che la responsabilità morale dell’accaduto grava su chi critica il premier. Per bocca di La Russa che il No Berlusconi Day avrebbe seminato l’odio da cui possono germinare simili gesti. È insomma ricominciato il pestaggio mediatico di tutte le voci critiche ed indipendenti, ree di non osannare il Capo. Questa è la violenza simbolica che avvelena l’Italia, la violenza di chi non sopporta la critica e la libertà d’opinione. Di chi non potendo rispondere nel merito delle critiche, si aggrappa al metodo, dipingendo ogni manifestazione di dissenso con le tinte fosche dell’eversione. Gli spregiudicati giornalisti alle sue dipendenze che hanno già “massaggiato” il giudice Mesiano, Travaglio, Saviano, Grillo, Boffo, ora si scagliano contro i giornalisti, quelli veri, che pongono domande scomode, e contro i cittadini del popolo viola che chiedono le dimissioni del premier. E già che ci sono, fanno anche da gran cassa al tentativo della maggioranza di screditare e scardinare gli organi di garanzia: la magistratura, la Corte Costituzionale, la Presidenza della Repubblica. Per non parlare della violenza materiale dei respingimenti in mare, degli sgomberi forzati di poveri e diseredati, della crudeltà della legge sul reato di clandestinità.

Auguro a Berlusconi una pronta guarigione, e auspico che mai più si ripetano gesti scellerati. Ma non posso non domandarmi: chi medicherà il volto sfigurato della costituzione, della convivenza civile e della democrazia?

Cesare Del Frate

 

fonte: Lista Civica 5 stelle Pavia

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