Intervista pubblicata su "Il Lunedì" (settimanale di Pavia) il 18 gennaio 2010 sul tema immigrazione

Reazioni alla proposta dell'amministrazione provinciale

Articolo di Rossana Trespidi (Il Lunedì 18 gennaio 2010)

Le reazioni alla proposta dell'assessore Ciocca non si sono fatte attendere: sul fronte politico, il primo a rispondere è Guido Giuliani, consigliere comunale del PD: "Ciò che più mi stupisce non è la sgradevole idea razzista dell'Assessore Ciocca che gli immigrati siano così diversi da noi da ritenerli un problema, un rischio per la civile Italia del terzo millennio. Mi spaventa l'incapacità dell'Assessore alle Attività Produttive, Lavoro e Formazione della Provincia in cui vivo di comprendere le elementari regole dei mercati del lavoro e dei sistemi sociali organizzati." Continua Giuliani: "Siamo al paradosso intellettuale. Si vuole far sparire gli immigrati dalla Lombardia perchè ce ne sono troppi. Spero che Ciocca sappia che oltre il 95% degli immigrati in Lombardia sono regolari. Il che vuol dire che hanno un lavoro. Il che vuol dire che queste persone servono come "l'aria". Abbiamo raccolto anche il parere di chi ha a che fare anche quotidianamente con gli immigrati e si occupa del loro inserimento nella società. A parlare è Angela Gregorini, responsabile di un'agenzia per il lavoro (Obiettivo-Lavoro) che opera sul territorio pavese e che segue l'inserimento nel mondo del lavoro degli stranieri: "Devo dire che quando ci troviamo nella condizione di offrire delle opportunità di lavoro di breve durata o retribuite al minimo sindacale perchè di basso contenuto professionale, è assai più facile che siano i lavoratori stranieri quelli interessati ad accettarle". E prosegue: "Tutto questo non ha nulla a che vedere con il lavoro irregolare, perchè i nostri lavoratori stranieri sono obbligatoriamente in possesso di un permesso di soggiorno in corso di validità, in caso contrario non vengono nemmeno iscritti in banca dati".
A volte, secondo la Gregorini, sono proprio gli immigrati ad avere le più rare e ricercate competenze professionali, tipo saldatori, montatori meccanici, ma anche muratori ed infermieri. In questi casi è chiaro che le aziende clienti dell'agenzia preferiscano assumere chi è in possesso dei requisiti specifici richiesti. "Pensare di fare a meno degli immigrati da un punto di vista economico è quantomeno insensato e mi stupisce che proprio questo tipo di proposta giunga dall'assessore alle attività produttive della provincia" conclude. Idea bollata come improponibile e irrealizzabile anche da Vanna Jahier della cooperativa Progetto Con-tatto che si occupa di aiutare e sostenere gli immigrati che arrivano a Pavia. "E' come fissare un tetto per i macellai o per qualsiasi altra categoria" dice "Dobbiamo realizzare un pass per chi è residente e chi no? Assurdo". Il problema è fuor di dubbio sentito perchè, da una parte, assistiamo al crescere dell'insofferenza della popolazione italiana, dall'altra all'aumento della presenza straniera nel nostro paese. Sta nella logica della globalizzazione e del divario sempre più crescente tra paesi ricchi e poveri che spinge milioni di persone verso l'ignoto pur di uscire da una condizione di miseria ed inciviltà. I recenti fatti di Rosarno hanno portato drammaticamente alla ribalta una letenza di potenziale conflittualità, inevitabile se la politica non dà risposte e se le organizzazioni malavitose gestiscono lo sfruttamento e il traffico degli stranieri. 800 immigrati stipati in baracche di cartone che vivono in condizioni disumane non passano facilmente inosservati. Sicuramente l'amministrazione comunale della cittadina calabra ne era a conoscenza, sicuramente qualche imprenditore locale ha sfruttato la loro manodopera per la raccolta delle arance e i lavori nei campi. La guerriglia urbana di Rosarno dimostra solo, secondo la Jahier, "lo sfruttamento cui gli stranieri sono sottoposti e l'incapacità della politica di dare delle risposte".
Sulla stessa linea Iolanda Nanni del Movimento 5 Stelle di Pavia: "La proposta dell'Assessore Ciocca ci sembra di assoluto nonsenso. Ancora una volta la Lega dimostra di voler cercare soluzioni semplicistiche con metodi rozzi e superficiali su un tema, quello dell'immigrazione, che richiede sensibilità, profonda conoscenza del territorio e delle sue esigenze. Non è con una decisione logistica che si può arginare il largo fenomeno della xenofobia e, di contro, delle pessime condizioni di vita che spesso vengono subite da migliaia di immigrati".
"Noi siamo favorevoli ad una programmazione degli ingressi, a livello nazionale ed internazionale, che tenga conto delle reali esigenze ed opportunità occupazionali presenti e possibili nelle comunità ospitanti" dice la Nanni che aggiunge: "suggerisco all'Assessore Ciocca di approfondire meglio i motivi profondi che hanno scatenato i fatti di Rosarno. L'unica responsabile dei fatti accaduti è la criminalità organizzata - la ndrangheta, nella fattispecie - che, attraverso un capillare controllo del territorio e la manipolazione culturale degli abitanti, ha attuato con i propri metodi criminosi, l'oppressione degli strati sociali più poveri e la riduzione in schiavitù della manodopera extracomunitaria. La "manovra di evacuazione" avrebbe risolto il problema in un solo caso: se gli evacuati fossero stati gli ndranghetisti e non gli africani":

Articolo di Rossana Trespidi – estratto da Il Lunedì 18 gennaio 2010

ora-puoi-scegliere