21 Aprile 2010
Fabio Pugliese, torinese di trentacinque anni. Impegnato con la tecnologia, la sociologia ed il suo mestiere di educatore alla prese con adolescenti smarriti almeno quanto gli adulti. Un passato da comunista in cabina elettorale ed un presente vicino a Beppe Grillo. Lui è uno di quelli che in Piemonte ha fatto perdere la poltrona da governatore Mercedes Bresso ma che il giorno dopo le elezioni non si nascondeva.
Allora Fabio, quali sono le tue letture? Magari voti sbagliato perché hai una preparazione sbagliata, superficiale.
Nella mia biblioteca ci sono tutti i testi di Marx, della sinistra hegeliana, l’immancabile Chomsky nonché i libri prettamente cattocomunisti dell’Emi. Sono un educatore interculturale e una certa formazione mi serve. Non tralascio il sacro testo Ratman, creazione del geniale Ortolani.
Ma allora sei stato un compagno? E ora sei un compagno che sbaglia.
Fino a due anni fa ho votato convintamente Rifondazione. L’anno passato mi sono astenuto alle provinciali e lo scorso mese sono passato al Movimento Cinque Stelle.
Pentito visto che ha vinto Cota?
Assolutamente no. Anzi spero che questa batosta per la sinistra insegni qualcosa.
Cosa dovrebbe insegnare?
Primo: i comunisti devono ricominciare a fare i comunisti perché non si devono vergognare di fare i comunisti. Altrimenti tanto vale cambiare. Che senso ha avere quel simbolo e poi dire e agire altro? Mi sono stancato di vedere i comunisti che stanno dietro alla cultura dell’enterteinment televisivo. I comunisti sono quelli che mandano a quel paese la Ventura, o la De Filippi, personaggi che dovrebbero bollare per quello che sono: un pericolo. Portatori di un modello cultural-economico antitetico al nostro. In un contesto in cui dal ’91 in Italia l’indice di sperequazione sta aumentando sempre di più non è possibile pensare di continuare a difendere la classe media. E’ necessario intercettare le esigenze dei poveri sempre più poveri, senza vergognarsene. Esempio: la telefonia ed il mondo delle assicurazioni. Con la privatizzazione sono divenuti settori scadenti e costosi, anche perché la competizione non si è mai vista: la mano invisibile del mercato l’ho vista solo per farmi la rettoscopia a pagamento. Non esiste fare la battaglia per non far privatizzare l’acqua e dimenticarsi che la stessa battaglia deve essere fatta sulla telefonia. Il centro della proposta politica non deve essere più non perdere spazi ma recuperare quelli persi. La parole nazionalizzazione non deve essere più una parolaccia per i comunisti. Un esempio? La telefonia. Con la privatizzazione paghiamo il servizio più caro e più scadente d’Europa. Non c’è manutenzione della rete e si tratta di un settore strategico. Dobbiamo pretendere la nazionalizzazione.
E perché ti ha convinto la proposta del Movimento?
Qui dobbiamo introdurre l’elemento cambiamento di tecnologie. Premessa: tendenzialmente anche nel mondo dell’associazionismo il virtuale è considerato inferiore al reale. “Non scambio di opinioni o emozioni” e altri luoghi comuni. Ne mondo del movimento il virtuale rende possibile il reale attraverso la presenza nei social network e lo scambio di informazioni attraverso internet. Esempio: i comizi nel movimento erano disponibili in streaming. Quale sezione può garantire questo? Il giorno dopo era disponibile su facebook il processo decisionale che aveva portato alle candidature. La novità del movimento è che sfrutta al massimo le nuove tecnologie non abbandonando l’importanza dell’incontro politico.
Rifondazione in questo momento semplicemente mi fa addormentare. Sia come contenuti che come metodo di comunicazione. Non è in grado di trasmettere passione, orgoglio, fiducia.
Il partito che hai votato è però a tratti superficiale, fatto di qualunquismi da bar....
Le istanze che porta avanti il movimento richiedono una serie di competenze che fanno della frequentazione una conditio sine qua non. E tu puoi essere nella conoscenza del reale solo grazie ad internet. E’ l’elemento nuovo e democraticizzante. La grande differenza tra la sezione di partito ed il filmato è che su youtube veicola moltitudini di punti di vista dai quali poi è possibile trarre un proposta condivisa ed originale.
Parliamo del merito del programma politico che hai scelto. Favorevole o contrario Tav?
Ovviamente contrario. Ma la contrarietà non nasce da una chiusura ideologica. Nasce da considerazioni analitiche. Il trasporto su rotaia è sempre stato osteggiato in Italia, ma è senza dubbio economicamente più vantaggioso. Il problema è che la Tav è una megaopera inutile e spaventosamente costosa, laddove, su quella tratta, i calcoli ci dicono che basterebbe un potenziamento della linea già esistente. Con buona pace di Impregilo e compagnia bella.
Inceneritori?
Anche qui contrario. La società degli inceneritori è una società destinata all’estinzione. Qui non si tratta solo di emissioni dannose, ma di cosa determina quelle emissioni. Ma ti pare che io debba rischiare un tumore perché milioni di italiani sono stati convinti da una demenziale pace- technology a cambiare il cellulare due volte all’anno? L’alternativa non sta solo nel riciclaggio, ma nella riduzione vera e propria dei consumi inutili. Utilizziamo tecnologie“energivore” e abbiamo consumi demenziali.
La Federazione della sinistra ha proposte molto impopolari, che sono costate l’ostracismo dei media, simili a quelle da te citate.
Ma si fermano appena hanno paura di perdere voti. Il movimento rompe i coglioni. Al movimento non interessano i voti ma le proposte. I comunisti hanno perso la loro vis-polemica dal punto di vista politico. Non parlano più di “padroni” ma di “imprenditori” . Ma che linguaggio è questo?
La tua è una adesione fideistica, dogmatica.
Io sono dispostissimo a rivotare Rifondazione. La forma di una aggregazione partito è probabilmente pagante sul lungo periodo rispetto al movimento pseudo anarchico. Ma adesso i comunisti non fanno manco più il partito. E non si può dire che sia per mancanza di forze. Rifondazione, seppur in crisi, è nettamente più organizzata e forte di un movimento appena nato. Avete un giornale, un sito, rappresentanti.... manca la voglia di fare casino. Proprio adesso che la crisi metterà in luce i nervi scoperti di questo paese.
Il tuo è un voto di protesta e basta. Non serve a niente e farà vincere Berlusconi per i prossimi vent’anni.
No è vero. Penso che sia una grossa proposta e proprio al sinistra non possa lasciarla cadere. Nella sostanza il movimento rende palese che nell’era di <+Cors>internet<+Tondo> il cittadino vuole intervenire molto di più rispetto che nel passato. Nessun partito può permettersi di ignorare questo.
E Berlusconi?
Con la sinistra attuale può essere sconfitto solo dalla natura.
Maurizio Pagliassotti
20/04/2010
intervista pubbicata su: liberazione.it
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Commenti
Sono sicuro che alla fine il federalismo, quello vero, non lo faranno mai, perchè per farlo, ci sarebbe bisogno, come hai detto tu, di riforme strutturali mirate al cambiamento totale della costituzione e delle leggi attualmente in materia, bisognerebbe inoltre studiare un modo per applicare il federalismo partendo da realtà come quella USA, tedesca, spagnola o svizzera dove questo sistema è in uso da qualche decennio. (o secolo)
Cordialità e a presto.
Solo una piccola osservazione in merito al cosi detto “federalismo fiscale”. Da federalista convinto quale io sono, questa riforma che ci fanno passare come “federalismo” in realtà non lo è.
Infatti il federalismo reale non ammette suddivisioni di parti od aggettivi in genere. Il federalismo può essere un’ ottima soluzione per tutti ma deve essere completo e riformare l’intero sistema e non solo una parte.
In questo modo, prendendo solo un pezzo del sistema federale, ci avventuriamo in un territorio sconosciuto senza che nessuno sia in grado di conoscerne le conseguenze.
In breve, è come fare una casa (federalismo fiscale) senza farne le fondamenta. La solita soluzione che non è ne carne ne pesce ….. ma molto pericolosa per tutti noi.
Detto quanto sopra, sono felice di condividere questa esperienza del movimento con persone che mai prima d’ora avrei pensato d’avere qualcosa in comune come Daniel e Fabio.
Anzi! Sarebbe interessante che altre persone con passati opposti si dichiarassero a comprova che questo movimento non può e non potrà essere mai etichettato con una o l’altra parte politica!
Condivido il pensiero dell' ex compagno, il pensiero per cui ci vuole coraggio, ribaltare completamente gli schemi e andare avanti. Avanti così...
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