29 Gennaio 2010
Cercasi ideedi Davide Scala - Brescia
La gente è stanca, e questo lo possiamo capire benissimo tutti. Sono decenni ormai che la classe politica ci offre il peggio di sè. Connivenze, peculato, conflitti di interessi, impunità, nepotismo, arrogante ostentazione di potere in luogo di un atteggiamento di servizio al Paese. Ad ogni livello, dal Parlamento alla Comunità montana, troviamo “furbi”, famiglie che in una logica talora simile a quella mafiosa, si insediano, affidando incarichi o commesse ben retribuite a figli, parenti, amici, soci in affari… e il paragone con la mafia è talvolta più che un paragone. Il più furbo di tutti, a dare l’esempio, è il presidente (la p è minuscola per scelta), quello che si è fatto da sè. Un vero modello, l’eroe, il riferimento per ogni buon capitalista: fai i tuoi interessi, metti uomini che ti devono la loro parte di torta nei posti giusti per proteggerti, controlla l’informazione, calpesta chiunque e poniti al di sopra di tutto e tutti e, se la legge ti richiama sul tuo operato, cambia la legge, insulta e distruggi chi la applica e dichiarati vittima e perseguitato. Negli anni, senza che i più se ne accorgessero, c’è stato in Italia un lento e mascherato colpo di stato: non lo sappiamo, ma siamo in un regime oligarchico, tanto più subdolo perché non manifesto. La gente è stanca, dicevo, sempre più rassegnata nel constatare che le cose vanno così e non cambieranno, e che, tutto sommato, vanno così perché l’italiano è così. Sono tante le persone che non vanno più a votare, nella convinzione che questa sia l’unica manifestazione di dissenso civile praticabile; comprensibile punto di vista, ma illusoria presa di posizione. A quelli che decidono non importa del consenso, non più. Al no b Day (la b è volutamente minuscola) c’erano oltre ventimila manifestanti, forse addirittura il doppio, chi era presente racconta di un’esperienza forte, eppure se chiediamo per strada a qualcuno è probabile non ne sappia nulla, e non credo il sig.b abbia avuto come conseguenza il minimo ripensamento sul proprio operato. In Parlamento giace da tre anni una proposta di legge popolare per cui abbiamo raccolto trecentocinquantamila firme… una delle rare occasioni in cui si manifesta la democrazia diretta, e nessuno se ne cura. E cosa pensate risulterebbe da un nuovo referendum sulle centrali nucleari? Il governo ci fa sapere che ci occorrono, omettendo di dirci, ad esempio, che l’uranio sta esaurendosi al pari del petrolio. Non illudiamoci, fintanto che il sistema è questo noi non contiamo, i cittadini non contano più e non sono più rappresentati, e se qualcuno o qualche gruppo alza la testa arrivano querele, etichette di antipolitica ed un informazione a senso unico, contro. Si pensi ai magistrati, attaccati singolarmente e come categoria, messi nell’impossibilità di operare efficacemente e, se si proseguirà per questa via, presto definitivamente messi fuori gioco dalle leggi sulle intercettazioni e sul “processo (a prescrizione) breve”.
Noi del MoVimento 5 stelle ancora non siamo ritenuti un pericolo, e questo è un bene ed un male. Un bene perché ancora possiamo muovere i nostri passi senza dover fare i conti con molti ostacoli e discrediti (ma non illudiamoci, arriveranno eccome, qualche segnale si è già visto sul Giornale del regime). Un male, perché questo silenzio sulle idee che portiamo avanti non è un caso. Chi ha avuto in questi giorni modo di confrontarsi con la gente, magari ad un banchetto per la raccolta firme o sul proprio lavoro, se ne è reso conto: l’idea di partecipazione che promuoviamo è in grado di raccogliere un ampissimo consenso popolare, fra chi la conosce e condivide, fra chi è stanco di sentirsi impotente e di vergognarsi di ciò che politica e gestione della cosa pubblica sono diventate, fra chi semplicemente non sa più cosa votare ed dice “tanto vale provare il nuovo, sperando non faccia come tutti gli altri”, fra chi da anni promuove buone pratiche quali Rifiuti zero, Decrescita, Filiera corta, Energie rinnovabili…
Come sopra: se provo a domandare per strada, quanti sanno cos’è il MoVimento 5 stelle? Chi ha compreso che non è una stupidaggine proposta da Beppe Grillo per fare del caos, ma un movimento di migliaia di cittadini che stanno tentando di rifondare la PARTECIPAZIONE. Pochi lo sanno e, ripeto, non è un caso.
L’informazione in Italia è in agonia, idem il giornalismo. Finchè sarà possibile tutti i principali organi di informazione terranno il silenzio su di noi, e appena non potranno più farlo saremo attaccati (vedi ad esempio Grillo: la sua intervista ad Annozero dopo un’assenza storica dalla tv, è stata subito additata come spot elettorale gratuito. Ma il TgUno, allora, cos’è? Carosello?).
Ora, è vero che il MoVimento è figlio anche della rete internet e dei blog, e, per ora, la rete è ancora uno spazio libero (ma il governo, con la g volutamente minuscola, sta studiando misure per imbrigliarla, probabilmente in quanto presunta fabbrica di odio), tuttavia penso che sarebbe un peccato auto-confinarci qui. Non è una critica, sia chiaro; dobbiamo continuare a muoverci in questo straordinario mezzo di comunicazione, ma il principio della partecipazione ci deve portare ad allargare la nostra proposta. C’è gente, tanta gente, che non sa nulla di noi, e che ci appoggerebbe, ci darebbe non solo il suo voto o la sua firma, ma anche la sua adesione attiva.
E' un’occasione grande quella che stiamo vivendo, forse addirittura stiamo gettando le radici per la nuova Repubblica, visto che la seconda appare terminale (comprensibilmente, se consideriamo il significato del termine, Res Pubblica - Cosa Pubblica) ed è giusto e coerente che chi la pensa come noi possa parteciparvi. Noi siamo una rete e non un partito; i partiti hanno i giornali e i loro lotti di tv, hanno finanziamenti (pagati da tutti noi) per campagne elettorali, manifesti, lettere ed altro; noi abbiamo solo la forza e la creatività di ognuno di noi, e la coscienza di operare per un Paese migliore. Non è poco. Un obiettivo è far si che si parli del MoVimento 5 stelle, che la gente sappia cosa vuole essere e cosa non è, che sia oggetto di confronto e dibattito: ognuno di noi può inventarsi come contribuire al raggiungimento di questo obiettivo.
Qualche esempio a ruota libera: scrivo una mail a tutti i miei contatti ed invito al passaparola; partecipo ad un incontro o ad un convegno pubblico e faccio una domanda presentandomi come aderente al MoVimento; scrivo una lettera al giornale della mia città; parlo al lavoro o in famiglia di questa nuova proposta, al limite anche a rischio di sentirmi insultare dal fratello leghista convinto; aggiungo il simbolo del MoVimento sulla mia immagine su facebook, sullo sfondo del mio cellulare o sul desktop del mio pc; propongo al comitato che nella mia zona si occupa di (…) un confronto sul programma della lista regionale 5 stelle; proietto la sera il simbolo sulle nuvole, come faceva il commissario Gordon con il bat-segnale…
Siamo un movimento, e ci stiamo muovendo alla grande… non dimentichiamo di aprirci anche al nostro esterno… servono le idee e le azioni di tutti, perché noi tutti siamo la nostra migliore risorsa. Cercasi idee. Buon lavoro!
Davide Scala - Brescia
| < Prec. | Succ. > |
|---|





