18 Marzo 2010
I nostri soldi se li mangiano, e non è una metafora; siamo indignati dallo scandalo delle cene di "rappresentanza" pagate con i soldi dei contribuenti dalla giunta Paroli di Brescia: dal luglio 2008 al dicembre 2009, come denunciato dal PD, sono stati spesi 49.452,65 euro per spese di rappresentanza, gran parte dei quali appunto per i banchetti di Trimalcione.
Rispetto alla giunta precedente, la spesa è esplosa in un rapporto 1 a 15, il PDL è insomma 15 volte più ingordo dei predecessori. Da quanto riportato dalla stampa, solo il 5% di queste spese è accompagnato da giustificativi, come prevede la legge, ma non c'è problema, probabilmente Papi sanerà tutto con il decreto legge Pantagruele, dando licenza di trasformare senza ritegno le nostre tasse in champagne e bagordi.
Intanto, la Procura di Brescia martedì ha aperto un'indagine: per il MoVimento 5 Stelle, indipendentemente dalle vicende giudiziare, sussiste uno scandalo politico di sprechi e privatizzazione del bene comune; proprio quando molti cittadini perdono il lavoro e più si fa sentire la morsa della crisi, i nostri amministratori imbandiscono lauti banchetti coi soldi delle nostre tasse, è inaccettabile!
Vito Crimi, candidato Presidente del MoVimento 5 Stelle – Lombardia, dichiara:
"I soldi delle tasse dei cittadini dovrebbero essere utilizzati con saggezza e parsimonia per il bene comune, non per le gozzoviglie della casta. Chiediamo che il sindaco Paroli si dimetta senza esitazioni, se ha ancora il senso della decenza".
Il sindaco Adriano Paroli ha cercato di difendersi dichiarando: "Abbiamo uno scoop, anzi due. Il primo è che ci hanno clonato le carte di credito [quelle usate per le spese di rappresentanza], lo scoop numero due è che è stato il PD". Paroli pensa di cavarsela con una battuta fuori luogo, il Movimento 5 Stelle – Lombardia denuncia l'insipienza e l'arroganza di politici indifendibili che considerano le risorse pubbliche un bancomat da cui prelevare a piacimento.
Fra le spese di rappresentanza della giunta, sono comprese sette cene dell'assessore Maione al sabato sera e una cena addirittura a Santo Stefano del 2008 (per un totale di 49 coperti), senza dimenticare quella dell'assessore Orto con 10 coperti un altro sabato sera: insomma, Maione e Orto, più che ad assessori, assomigliano a Gargantua e Pantagruele, sono gli alfieri della privatizzazione della politica e dei privilegi della casta.
Noi seguiamo un'altra strada, quella della politica come servizio, e su questa strada conduciamo la campagna regionale unicamente con le libere donazioni dei cittadini.
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