14 Novembre 2009
• Programma Regione Lombardia
• Primarie dei cittadini 2.0 - beppegrillo.it
Energia e Ambiente
programma in discussione: Regione Lombardia
Aggiornato al 6 Marzo 2010
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AMBIENTE
- Siamo contro l'"utilizzo" non ecosostenibile dell'ambiente.
- Siamo contro il maltrattamento degli animali, sia fisico che psichico, quindi chiediamo che siano aboliti: la caccia, la compravendita di animali, i combattimenti tra animali, la loro reclusione in spazi angusti, l'utilizzo degli animali nella ricerca sperimentale, nella produzione e nella commercializzazione di pellicce o altri derivati tranne il latte, purché ottenuto da allevamenti non intensivi, che lascino gli animali in libertà.
- Siamo per il rimboschimento e la riforestazione ovunque sia possibile, con le specie arboree e faunistiche locali.
- Nell'attesa che venga abolita la caccia con una legge nazionale chiediamo che venga istituito un "fermo biologico" per tutte le attività venatorie svolte nella regione Lombardia per un periodo minimo di 5 anni, rinnovabile.
- Siamo per la creazione di corridoi verdi, per gli uccelli ed altri animali migratori.
- Siamo favorevoli alla reintroduzione e al reintegro degli animali a rischio estinzione.
- Siamo favorevoli alla salvaguardia dei corsi d'acqua e delle zone umide, paludi, acquitrini, torbiere e bacini naturali o artificiali.
- Siamo favorevoli alla salvaguardia dei corsi d'acqua e delle zone umide, paludi, acquitrini, torbiere e bacini naturali o artificiali.
- Proponiamo la realizzazione ed il finanziamento di un progetto regionale per la migliore gestione delle acque meteoriche e dell'acqua di superficie con l'utilizzo, dove possibile, di vasche-aiuole per fitodepurazione.
- Siamo contro gli allevamenti intensivi (o in batteria) di bestiame, in cui la maggior parte dei capi muore per le ristrette condizioni di vita ed igieniche, continuamente sottoposti a cure di antibiotici, estrogeni e modificazioni genetiche per la crescita rapida, trattamenti tanto cari alle case farmaceutiche quanto deleteri per la salute anche umana.
Questi allevamenti, da cui si diffondono le note influenze pandemiche, sottraggono all'ambiente miliardi di ettolitri di acqua, il bestiame è impropriamente alimentato con i cereali anzichè con l'erba dei prati (quando non con le famigerate farine animali, ottenute dalle carcasse di animali, anche malati, spesso sotterrate o bruciate).
Immense distese di terra coltivata e connesso enorme dispendio di acqua, servono a produrre cereali che dovrebbero invece destinarsi all'alimentazione umana, richiedendo così molto meno territorio coltivato e molta meno dispendio di acqua, liberando enormi distese per la riforestazione e garantendoci una vita più lunga ed esente dalle patologie, anche tumorali, scientificamente attribuibili al consumo di carne così prodotta.
ENERGIA - Chiediamo la realizzazione di un "Piano Energetico Regionale" che abbia come obiettivo principale la promozione dell'uso delle energie RINNOVABILI ed ecologiche. Il Piano Energetico deve essere integrato con la nuova normativa sul piano di governo del territorio stabilendo l'innalzamento dei limiti previsti dagli standard di efficienza energetica sia per le nuove costruzioni che per le ristrutturazioni delle case e degli edifici.
- Applicazione rigorosa della normativa prevista dai decreti sui certificati di efficienza energetica, anche in considerazione dell’incentivazione alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
- Edifici "passivi": estensione della possibilità di riversare in rete e di vendere l’energia elettrica, anche agli impianti di micro-cogenerazione di taglia inferiore ai 20 kW.
- Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica estendendo a tutte le fonti rinnovabili e alla micro-cogenerazione diffusa la normativa del conto energia.
- Siamo per l'uso di energie e tecnologie col minore impatto sull'ambiente ed in linea con la riduzione dell'inquinamento e dell'effetto serra.
- Siamo per abbandonare quanto più possibile l'uso di combustibili fossili nella produzione di energia.
- Siamo contrari e ostacoleremo in tutti i modi legali la costruzione di qualsiasi nuova centrale nucleare, la realizzazione di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché di depositi di materiali e rifiuti radioattivi sia nella regione Lombardia che nelle regioni confinanti. Porteremo avanti iniziative a livello nazionale ed europeo perché non vengano costruite centrali nucleari nemmeno nelle altre regioni italiane ed europee. Proponiamo che la regione destini fondi per lo smantellamento completo dei siti nucleari esistenti con annesso studio e risoluzione dello smaltimento delle pericolose scorie radioattive presenti nella regione e nelle regioni limitrofe.
- Sviluppo delle fonti rinnovabili come il fotovoltaico, l'eolico e il geotermico con contributi e finanziamenti, e con conseguente graduale eliminazione delle centrali per la produzione dell'energia e del calore da fonti non rinnovabili. Proponiamo il finanziamento per lo sviluppo di progetti italiani quali il Kitegen che sfrutta i venti d'alta quota per produrre energia attraverso degli aquiloni di grandi dimensioni (kite), il progetto più ambizioso è la realizzazione del progetto Kite Gen Carousel che produrrebbe 1 Gw di energia (1000 Mw). I tempi di realizzazione di un sistema di questo tipo sono nell'ordine dei 3-5 anni.
- Efficienza energetica: massimo incremento del rendimento energetico di macchine e processi produttivi di qualsiasi genere e specie.
- Nell'industria:
- Incentivare la sostituzione di motori elettrici industriali a bassa efficienza con quelli alla più alta efficienza disponibili sul mercato.
La Lombardia consuma moltissima energia elettrica e dipende fortemente dagli approvvigionamenti esterni, dato che la maggior parte dell'energia elettrica consumata dalle industrie è dovuta ai motori elettrici (l'80% circa) la Regione può aiutare le aziende a passare ai motori più efficienti, che sono già sul mercato.
- Incentivare il rinnovamento e l'adeguamento delle linee ed apparecchiature elettriche industriali con particolare riferimento al rifasamento dei carichi.
Impianti progettati e realizzati con criteri di efficienza e rinnovati consentono risparmi energetici e la riduzione di sprechi.
- Incentivare l'utilizzo su tutte le apparecchiature fluidodinamiche (pompe, ventilatori) industriali di sistemi di controllo di velocità (inverter) invece che di flusso.
L'abbassamento dei costi degli inverter industriali consente la regolazione in velocità delle macchine come pompe e ventilatori ottenendo risparmi energetici importanti.
RIFIUTI "0": riduzione, recupero, riciclo. - Incentivare con legge regionale l’attivazione del vuoto a rendere per lo meno all’interno della GDO (Grande Distribuzione Organizzata) attraverso l’applicazione di un sovrapprezzo di alcuni centesimi di euro su ogni bevanda venduta in bottiglia, sovrapprezzo che viene restituito da qualsiasi negozio che ritira il contenitore vuoto integro, prevedendo per ogni centro commerciale un adeguato spazio per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.
- Attuazione di una vera politica di riduzione alla fonte e riuso dei rifiuti attraverso l'attuazione di politiche quali l'incentivo all'uso di pannolini lavabili (già in atto a Brescia) il potenziamento dei punti di distribuzione pubblici dell'acqua naturale, per il minor utilizzo dell'acqua venduta in bottiglia, lo stimolo alla vendita dei ricambi, dei prodotti sfusi e alla spina (bevande, alimenti, prodotti per l'igiene della persona e della casa, farmaci) la creazione di mercatini dell’usato in ogni isola ecologica, l'introduzione di sconti sulla tassa rifiuti agli utenti che praticano il compostaggio domestico, la razionalizzazione degli imballaggi inutili e il forte disincentivo dell'utilizzo dei sacchetti di plastica, e di ogni altra forma di "usa-e-getta".
- Attivazione e incentivazione di una politica volta al recupero e riciclaggio dei rifiuti attraverso l'estensione della raccolta differenziata domiciliare porta a porta su tutto il territorio regionale.
Introduzione della tariffazione puntuale (meno rifiuti indifferenziati produco, meno pago) tramite sistemi elettronici (transponder) alle stregua delle migliori pratiche già sperimentate. - Blocco di tutti i progetti di costruzione di nuove discariche e di nuovi impianti di incenerimento dei rifiuti, con o senza recupero energetico, attentissima gestione e inertizzazione dei rifiuti industriali, pericolosi, tossici e nocivi che rimangono da smaltire sul territorio, ispirandoci alla politica "rifiuti zero".
- Chiediamo la realizzazione di impianti di compostaggio per l'umido (con produzione di biogas) e impianti di trattamento per la gestione "a freddo" della frazione secca residua a valle delle raccolte differenziate spinte secco/umido dei rifiuti solidi urbani, implementando nello stesso tempo la ricerca per la maggiore efficienza ed il minore impatto ambientale.
- Creazione di un Centro Regionale per la Ricerca e lo Screening sulla Frazione Residua e la Riprogettazione Industriale ed Agricola, nell'ottica di eliminare progressivamente tutte le produzioni nocive per l'ambiente e i rifiuti che non possono essere riciclati, compostati, riutilizzati o trasformati in materie prime seconde.
- Proponiamo la progressiva dismissione e messa in sicurezza degli inceneritori e delle discariche esistenti, compatibilmente con i tempi delle necessarie riconversioni produttive in senso ecosostenibile.
- Richiediamo l'adeguamento del tributo speciale per il deposito in discarica di rifiuti solidi.
In particolare, dato che riteniamo che le cifre richieste non disincentivano le tipologie di produzione inquinanti,
pensiamo sia necessario richiedere un tributo di almeno 10,00 euro a tonnellata per inerti (attualmente 2,00 euro) 25,00 euro per rifiuti non pericolosi (attualmente da 5,17 a 10,50 euro) e 100,00 euro per quelli pericolosi (attualmente da 5,17 a 15,49). Chiediamo inoltre che le cifre raccolte con questo tributo siano totalmente investite in ricerche sugli effetti dell'inquinamento da smaltimento dei rifiuti sulla salute pubblica.
Primarie dei cittadini 2.0 - beppegrillo.it
"Se venisse applicata rigorosamente la legge 10/91, per riscaldare gli edifici si consumerebbero 14 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato calpestabile all’anno. In realtà se ne consumano di più.
Dal 2002 la legge tedesca, e più di recente la normativa in vigore nella Provincia di Bolzano, fissano a 7 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato calpestabile all’anno il consumo massimo consentito nel riscaldamento ambienti. Meno della metà del consumo medio italiano.
Utilizzando l’etichettatura in vigore negli elettrodomestici, nella Provincia di Bolzano questo livello corrisponde alla classe C, mentre alla classe B corrisponde a un consumo non superiore a 5 litri di gasolio, o metri cubi di metano, e alla classe A un consumo non superiore a 3 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato all’anno.
Nel riscaldamento degli ambienti, una politica energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2, anche per evitare le sanzioni economiche previste dal trattato di Kyoto nei confronti dei Paesi inadempienti, deve articolarsi nei seguenti punti:
- applicazione immediata della normativa, già prevista dalla legge 10/91 e prescritta dalla direttiva europea 76/93, sulla certificazione energetica degli edifici
- definizione della classe C della provincia di Bolzano come livello massimo di consumi per la concessione delle licenze edilizie relative sia alle nuove costruzioni, sia alle ristrutturazioni di edifici esistenti
- riduzione di almeno il 10 per cento in cinque anni dei consumi energetici del patrimonio edilizio degli enti pubblici, con sanzioni finanziare per gli inadempienti
- agevolazioni sulle anticipazioni bancarie e semplificazioni normative per i contratti di ristrutturazioni energetiche col metodo esco (energy service company), ovvero effettuate a spese di chi le realizza e ripagate dal risparmio economico che se ne ricava
- elaborazione di una normativa sul pagamento a consumo dell’energia termica nei condomini, come previsto dalla direttiva europea 76/93, già applicata da altri Paesi europei.
Il rendimento medio delle centrali termoelettriche dell’Enel si attesta intorno al 38%. Lo standard con cui si costruiscono le centrali di nuova generazione, i cicli combinati, è del 55/60%.
La co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, con utilizzo del calore nel luogo di produzione e trasporto a distanza dell’energia elettrica, consente di utilizzare il potenziale energetico del combustibile fino al 97%. Le inefficienze e gli sprechi attuali nella produzione termoelettrica non sono accettabili né tecnologicamente, né economicamente, né moralmente, sia per gli effetti devastanti sugli ambienti, sia perché accelerano l’esaurimento delle risorse fossili, sia perché comportano un loro accaparramento da parte dei Paesi ricchi a danno dei Paesi poveri. Non è accettabile di per sé togliere il necessario a chi ne ha bisogno, ma se poi si spreca, è inconcepibile.
Per accrescere l’offerta di energia elettrica non è necessario costruire nuove centrali, di nessun tipo. La prima cosa da fare è accrescere l’efficienza e ridurre gli sprechi delle centrali esistenti, accrescendo al contempo l’efficienza con cui l’energia prodotta viene utilizzata dalle utenze (lampade, elettrodomestici, condizionatori e macchinari industriali). Solo in seguito, se l’offerta di energia sarà ancora carente, si potrà decidere di costruire nuovi impianti di generazione elettrica.
Nella produzione di energia elettrica e termica, una politica energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2 anche accrescendo l’offerta, deve articolarsi nei seguenti punti:
- potenziamento e riduzione dell’impatto ambientale delle centrali termoelettriche esistenti
- incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica con tecnologie che utilizzano le fonti fossili nei modi più efficienti, come la co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, a partire dagli edifici più energivori: ospedali, centri commerciali, industrie con processi che utilizzano calore tecnologico, centri sportivi ecc.
- estensione della possibilità di riversare in rete e di vendere l’energia elettrica anche agli impianti di micro-cogenerazione di taglia inferiore ai 20 kW
- incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica estendendo a tutte le fonti rinnovabili e alla micro-cogenerazione diffusa la normativa del conto energia, vincolandola ai kW riversati in rete nelle ore di punta ed escludendo i chilowattora prodotti nelle ore vuote
- applicazione rigorosa della normativa prevista dai decreti sui certificati di efficienza energetica, anche in considerazione dell’incentivazione alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che essi comportano
- eliminazione degli incentivi previsti dal CIP6 alla combustione dei rifiuti in base al loro inserimento, privo di fondamento tecnico-scientifico, tra le fonti rinnovabili
- legalizzazione e incentivazione della produzione di biocombustibili, vincolando all’incremento della sostanza organica nei suoli le produzioni agricole finalizzate a ciò
- incentivazione della produzione distribuita di energia termica con fonti rinnovabili, in particolare le biomasse vergini, in piccoli impianti finalizzati all’autoconsumo, con un controllo rigoroso del legno proveniente da raccolte differenziate ed escludendo dagli incentivi la distribuzione a distanza del calore per la sua inefficienza e il suo impatto ambientale
- incentivazione della produzione di biogas dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti organici."






Commenti
siamo per lo stop al consumo del territorio la parte relativa al blocco di nuove costruzioni e alla salvaguardia del territorio è nella sezione del programma "Governo del Territorio": www.lombardia5stelle.org/governo-territorio.html
2)valutare l'efficienza e l'efficacia dell'illuminazione all'interno delle stazioni metropolitane,s trutture pubbliche.. e valutare eventuali interventi(illu minazione a Led,sensori di movimento..)
Ogni provincia ha i suoi enormi e numerosi problemi.
per esempio, la provincia di Milano permette la costruzione di nuove abitazioni nel parco agricolo sud, la provincia di Como sta svendendo la costa del lago di Como, ecc...
La mia proposta è di incentivare l'uso dei treni per trasportare i camion attraversando la nostra regione: sfruttiamo per quanto si può il fatto che la linea TAV ha liberato la linea tradizionale.
La costruzione di interporti merci nella aree vicine alle autostrade deve essere aumentata.
I camion, intorno e all'interno delle città lombarde più popolose, devono circolare FUORI dagli orari di punta.
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