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Il MoVimento 5 Stelle Lombardia in occasione della "Giornata della Memoria" organizza una serata dal titolo:

Siamo tutti uguali - No al razzismo e alla discriminazione
"Contro l’ipocrisia della Lega e del governo che commemorano la giornata della Memoria mentre promuovono leggi, decreti e delibere discriminatorie e razziste. Noi pensiamo ad un’Italia diversa”
.
Mercoledì 27 gennaio ad Arese - presso il Forum delle Associazioni - in viale Resegone, 14 - alle ore 21.00
Dalle impronte ai bambini Rom, all’esclusione dei bimbi dei clandestini nelle scuole di Milano, alle classi separate per stranieri, al tetto del 30% di stranieri in aula, passando per i rinnovi dei permessi che non arrivano mai, al reato di clandestinità, ai centri di prima accoglienza trasformati in campi di concentramento, ai gravissimi fatti di Rosarno.
Il MoVimento 5 Stelle Lombardia dice NO alla campagna d’odio e di violenza nei confronti degli immigrati portata avanti dalla Lega e dalla destra berlusconiana. E promuove la politica dell’integrazione fondata sulla tolleranza e sulla fratellanza tra i popoli.

Durante la serata verranno letti brani di testimonianze di deportati nei campi di concentramento nazisti e testimonianze dei gravi episodi di intolleranza avvenuti in questi anni in Italia.
L’incontro è aperto al pubblico e tutti potranno prendere la parola per leggere qualcosa o per portare la propria esperienza sull’argomento.

Affidiamo alle belle parole di Moni Ovadia quello che sentiamo:
Il nemico della memoria è la celebrazione a buon mercato, tipica di chi vuole rifarsi la verginità perduta. Gli ebrei di oggi sono gli africani, i clandestini, i "vucumprà". Se non ci rendiamo conto di questo, il ricordo della Shoah è vuoto. Sbaglia chi crede di aver fatto i conti con la storia solo per avere fatto una visita in un lager. Si negano ancora i diritti a milioni di persone. Se il giorno della Memoria serve per liquidare il presente allora uccidiamo per la seconda volta i morti dell’olocausto. Chi dice “padroni a casa nostra” istituisce un privilegio che per affermarsi necessita di schiavi. Come di quelli di Rosarno.


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