| 06 Agosto 2010
Facciamo qualche semplice ragionamento a voce alta, solo con il buon senso e niente altro più.
E cerchiamo di capire le conseguenze delle diverse soluzioni proposte dai politici italiani di questa estate 2010, anche se a dire il vero più che proposte sono solo tanti modi diversi e confusi di dire “dividiamoci ben bene le poltrone tra di noi”.
Ragionando a voce alta, se questi gentiluomini sono oggi il problema dell’Italia, è mai possibile che non venga in mente a nessuno che loro stessi non possono essere al contempo il problema e la soluzione?!? E visto che la matematica non è un’opinione, anche invertendo i fattori del prodotto il risultato non cambia.Ma facciamo allora questi ragionamenti a voce alta:
- Governo di responsabilità nazionale, che vedrebbe l’UDC (insieme magari al PD, chissà, il PD in questi giorni ha detto e smentito tutto) come salvatore dell’Italia. Stiamo parlando dell’UDC di Cuffaro, di Carra, di Lusetti e, fino a poco tempo fa, di Drago? L’unica cosa che mi sento di dire pensando a voce alta è “ma ci avete preso per imbecilli”?
- Il governo del terzo polo, con dentro sempre UDC, FLI, MPA di Lombardo, API di Rutelli, chissà, tanto per girare i fattori e provare a vedere se Rutelli x Casini x Lombardo offrono un risultato diverso da Casini x Lombardo x Rutelli. Che dire? Ma fatemi il piacere!
- Elezioni subito tanto volute dalla Lega. Ovvio. Ne guadagnerebbero qualche poltrona in più. Poco importa se continuerebbero ad essere alleati al Popolo delle Libertà (negate), mafiosi, piduisti, etc. Basta solo però chiarire agli elettori leghisti che non potranno più usare slogan come “Roma ladrona” perché loro a Roma ladrona hanno prestato il fianco, le mani, i piedi, tutta la faccia e chissà se anche qualcos’altro
- Governo tecnico che il PD vorrebbe guidato da Tremorti. Ah no! E’ stato smentito da Bersani. Ah no! È stata smentita la smentita da Letta. Mah…..non commentiamo
- Nuova coalizione inedita sponsorizzata da IDV insieme, come Di Pietro ha proposto, a tutti i non allineati tra cui i grillini (che magari inizierei a chiamare con il loro nome corretto e cioè Movimento 5 Stelle). Su questo aspetto, visto che ci chiama in causa, farei un ragionamento in più. Immaginiamo pure per un attimo che questa nuova coalizione inedita irrompa la scena politica, presentandosi alle elezioni NON democratiche che vedrebbero Berlusconi vincitore visto il suo strapotere nel campo delle televisioni e della comunicazione e visto la legge elettorale “porcata”. Quale sarebbe il risultato finale? Qualche misero seggio in più per rimanere comunque la minoranza politica? Con il risultato che Berlusconi sarebbe ancor più forte e legittimato a fare i suoi porci comodi grazie al rinforzo della fedele Lega e alla felice perdita degli scomodi finiani. No, io al suicidio programmato non intendo partecipare. Io amo il mio Paese. Di Pietro però sfodera la chance che farebbe in modo che l’inedita coalizione non rimanesse la minoranza politica: stimolare e risvegliare il confuso PD che capirebbe l’importanza di una grossa alleanza trasformando la coalizione in cosa?!?!? Siamo alle solite. Grandi inciuci per le poltrone. Se tra i fattori della moltiplicazione mettiamo i soliti prodotti, Bersani x D’Alema oppure D’Alema x Fassino, e poi ci aggiungiamo degli σ piccoli (noi del Movimento e chissà chi altri), il risultato non cambia. L’Italia andrebbe comunque alla deriva.
L’unica alternativa che vedo è che i politici davvero intenzionati al bene del nostro amato Paese capiscano che c’è bisogno di ripartire da zero. Lo ha capito il popolo italiano quando 3 anni fa ha depositato una proposta che DEVE essere trasformata in legge ad iniziativa popolare e che svuoterebbe il Parlamento.
Chi continua oggi a parlare di coalizione, di strategie politiche, di governi responsabili deve ricordarsi che lo sta facendo in maniera illegittima perché il popolo italiano 3 anni fa gli ha chiesto di andarsene. Mentre loro rimangono ai loro posti, attaccati al loro potere, pensando di raccontarci “quella del mago” .
La soluzione è tirare fuori dal cassetto la nostra proposta, cambiare legge elettorale, fare una serie legge che gestisca i conflitti di interesse e andare alle urne.
Terminati questi ovvi e banali ragionamenti ho pensato bene di esporli ad un’anziana signora dell’entroterra sardo. Lei mi ha ascoltato, mi ha guardato e mi ha detto: “Arrori mannu! S'arvure torta non s'aderectat prusu. (traduzione: orrore! L'albero storto non si raddrizza più)”.
Saggezza sarda!
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