01 Marzo 2010

Stranieri non tanto dal punto di vista anagrafico, ma perché estranei al clima di razzismo che avvelena l'Italia del presente. Autoctoni e immigrati, uniti nella stessa battaglia di civiltà.
Ogni giorno abbiamo occasione di verificare in quante maniere nel nostro Paese il tema dell’immigrazione sia strumentalizzato. Da tante parti, a tutela di tanti interessi non sempre limpidi, si sollevano diversi argomenti tutti da dimostrare:
- Gli immigrati tolgono il lavoro agli italiani
- Gli immigrati portano malattie misteriose e sconosciute
- Gli immigrati sono estranei alle tradizioni italiane
- Gli immigrati sono qui per delinquere o, in alternativa, per compiere atti terroristici
- Comunque la loro stessa presenza è illegale, dal momento che l’immigrazione è stata equiparata a un reato.
- che mettere in regola un lavoratore immigrato era complicatissimo con la precedente legge Turco-Napolitano ed è quasi impossibile con la legge Bossi- Fini ormai in vigore da anni
- che con la scusa della sicurezza sono stati inventati reati mai esistiti prima per colpire i migranti che non violano nessuna legge salvo quella di non avere ancora il permesso di soggiorno
- che se uno straniero perde il lavoro per questo solo motivo si trova equiparato ad un criminale, a chi viola un domicilio: l’Italia viene declassata a “domicilio degli italiani”
- che i CIE sono come carceri ma, per assurdo, con garanzie legali ancora minori
- che spesso la repressione dello Stato viene utilizzata da chi sfrutta gli stranieri e, denunciandoli dopo averli fatti lavorare in nero, riesce a farli espellere senza nemmeno averli pagati.
Ci troviamo al punto che non esiste ormai un modo normale e civile di immigrare in Italia.
Conviviamo da anni con centinaia di migliaia di persone che lavorano in nero perché non esiste una procedura snella ed efficiente per accogliere i lavoratori stranieri attribuendo loro gli stessi diritti previsti per chi, italiano, svolge il loro medesimo incarico. Anzi, si utilizza la presenza di questi non garantiti per assottigliare le garanzie per tutti.
Sta ormai divenendo certezza il sospetto che le leggi in vigore siano state concepite proprio per “non regolare” ma piuttosto per impedire che si sviluppi un’immigrazione armoniosa Noi siamo un MoVimento di cittadini informati che, tra loro collegandosi in rete, cercano di allargare il circuito virtuoso in cui tutti valgono per quello che sono e per quello che fanno. Con l’intento di creare una grande forza composta dai singoli, orizzontale e libera, capaci di farsi avanti in prima persona per denunciare i mille e mille abusi ed intrallazzi di questa società. Quegli stessi che sono alla base anche della vergognosa oppressione dei lavoratori immigrati.
Noi come MoVimento 5 stelle vogliamo dire chiaro che siamo contro la schiavitù e contro le leggi che la consentono, siamo a fianco dei lavoratori tutti, e consideriamo i nostri concittadini nati altrove precisamente come quelli nati qui, degni di essere giudicati uno per uno senza cedere ad alcun tipo di generalizzazione.
Vogliamo trattare gli altri esattamente come chiediamo di essere trattati noi: con giustizia e lealtà. Con attenzione rispettosa per ogni differenza ed ogni sfumatura. Perché tutti nasciamo liberi, nasciamo fratelli e sorelle, nasciamo uguali in questo, nell’essere tutti diversi, tutti unici.
Ci sentiamo quindi naturalmente chiamati a supportare il Movimento del 1 marzo e ad agire insieme per rendere chiaro il concetto che ogni offesa fatta ad un lavoratore straniero la consideriamo un’offesa fatta a ciascuno di noi.
Siamo in cammino anche noi, nel tentativo di riportare la Politica, con la p maiuscola, tra le persone, nelle strade e nelle piazze troppo silenziose e rassegnate della vita quotidiana di questo Paese.
Siamo tutti disgustati da chi pretende di rappresentarci senza esserne all’altezza e quindi abbiamo deciso di scendere in campo in prima persona, mettendo la faccia e portando un impegno disinteressato e trasparente, cercando in altri volti di ogni colore, in altre voci di ogni lingua, una corrispondente voglia di avere il rispetto che ci meritiamo tutti sulla base di chi siamo veramente e di quello che facciamo nel mondo.
Siamo sicuri che molti altri cittadini italiani sapranno essere al fianco dell’iniziativa: “24 ore senza di noi” perché già ogni giorno vivono lavorando, studiando, andando al cinema o al ristorante vicino ai cittadini del mondo e ne apprezzano la dignità e i meriti. Per un mondo di signori senza schiavi, contro ogni vergognosa e infondata idea razzista, ci tornano utili parole vecchie ma per cui è ancora importante combattere tutti insieme, con una voce sola in tutta Europa.
Libertè! Egalitè! Fraternité!
Adesione del MoVimento 5 stelle - Lombardia
(inviata il 29 gennaio 2010)
dal "Programma del MoVimento 5 stelle - Lombardia"
Integrazione sociale
[...] Siamo favorevoli ad una programmazione degli ingressi, a livello nazionale e internazionale, che tenga conto delle reali esigenze e opportunità occupazionali presenti e possibili nelle comunità ospitanti, e che recepisca l'articolo 1 della "Dichiarazione universale dei diritti umani": "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza." [...]
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