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Il partito del cemento non conosce soste nè vergogne. A Milano è stata spostata una necropoli e disastrata una Darsena trecentesca per fare spazio a parcheggi che non servono a niente (dato che quelli già esistenti sono mezzi vuoti), a Bergamo si vogliono cementificare gli orti storici cittadini, Como ovviamente non può essere da meno: tutto 'sto verde che circonda la provincia lariana inizia a stonare con il colore "grigio topo" di tutto il resto del panorama lombardo. Meno male che, notizia di oggi, ad ASSO in provincia di Como, l'"esigenza" di costruire un nuovo mostro commerciale dell'impero delle multinazionali che abbia l'occasione di devastare l'economia locale avrà bisogno di tanto di quello spazio da dover cancellare addirittura la cascata della Vallategna, bellezza naturale citata anche dagli scritti di Stendhal che le descriveva così: «Uscendo da Canzo, ammiri la cascata della Vallategna, le cui acque balzanti a picco da erta rupe in forma di schiuma la cui bianchezza trae rilievo dalla folta verdura dei margini, spruzzano i viandanti, su a cinquanta passi di distanza e rallegrano l’estate coi colori dell’iride...».
Siamo arrivati non solo alla devastazione del territorio, ma anche alla cancellazione della storia e della letteratura.

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cascata della Vallategna

Oltretutto il comune di Asso a seguito di questa decisione, dovrà fare spazio anche al notevole traffico che tale centro porterà, quindi vi sarà l'esigenza di cementificare anche l’area verde a fianco del futuro ipermercato; rischiano di essere sradicati senza pietà anche due secolari e imponenti cedri del Libano. Nei piani del Comune dovrebbero essere sacrificati per far posto a una rotatoria, che faciliti il via vai di clienti e merci diretti al centro commerciale.

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I cedri del Libano

Il sindaco ovviamente rigetta tutte le accuse e puntualizza: «La rotonda metterebbe in sicurezza un incrocio pericoloso».
Sindaco coscienzioso quello di Asso il sig. Manzeni, lui sì che pensa alla salute e alla sicurezza dei cittadini, mica come quelle associazioni di ambientalisti del partito del "no" a tutto. Infatti se non ci fossero sti cittadini rompiscatole, si potrebbe speculare anche sui metri quadri adibiti a parco da poter poi successivamente esibire come trofeo alle prossime campagne elettorali, a testimonianza del buon governo del territorio; infatti il primo cittadino di Asso afferma: «L’ipotesi del supermercato risale a quasi otto fa anni e ci porterà in dote un parco pubblico di duemila metri quadri ».
Come dire "la colpa non è nostra, ma di quelli che c'erano prima" (non vi pare di averla già sentita sta frase?) "però noi che siamo buoni, vi facciamo un bel parchetto così la finirete di rompere l'anima".

Se non fosse così intransigente la posizione del sindaco del paese in questione, si potrebbe anche pensare ad un futuro dialogo, ma dovendo prendere atto della posizione granitica della giunta, mi sento di sperare che, così come la natura ha fatto il suo corso creando delle splendide cascate, possa continuare nella sua opera, magari accelerandola un pò, e portandosi via tutti quei miseri ed insignificanti bipedi che altre idee oltre al cemento non hanno, abbia la possibilità di difendersi da sola.

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