11 Marzo 2010
Vittorio Poma non smette mai di aggiungere nuovi e validi motivi e ragioni a chi ritiene che la istituzione Provincia sia inutile. Nel nostro programma abbiamo proprio la abolizione delle stesse. Non immaginavamo però di trovare un aiuto così proficuo e continuo nel trovare argomenti contro la Provincia.
Ripercorriamo rapidamente le ultime vicende della sua Giunta. L’estate scorsa cominciarono a circolare voci insistenti di un indagine giudiziaria che avrebbe coinvolto un’esponente della Giunta Poma. Tanto tuonò che piovve e in autunno abbiamo avuto l’arresto della Sig.ra Gariboldi in Abelli. Dopo qualche mese nel carcere di Pavia, dove riceveva la quotidiana visita del coniuge on. “Faraone” Abelli che in tal modo abusava della sua prerogativa di parlamentare, la assessora di Poma ammette la sua colpa (riciclaggio di denaro, mica pizza e fichi!) e grazie al patteggiamento e al rientro dei capitali del conto monegasco cointestato con il consorte ottiene la libertà. Tutto il PDL si riunì intorno alla rea confessa per consolarla (per la perdita dei 1,2 milioni di euro di Montecarlo, si immagina).
E il Presidente Poma che aveva espresso solidarietà e altre forme varie di reverenza per la rea confessa? Incassa le dimissioni, glissa sulla colpevolezza della stessa e va avanti. Perde il primo pezzo della Giunta ma non se ne cura.
Poi, più recentemente, il Presidente Poma nega il patrocinio della Provincia a uno pseudo-convegno sulla crisi organizzato da un suo assessore leghista, l’enfant-prodige Angelo Ciocca. Poma sospende le deleghe al suo assessore accusando di fatto Ciocca di far campagna elettorale anteponendo questa ai suoi doveri di assessore. La farsa poi del convegno patrocinato dalla Provincia di Como (?!?!) ma che si sarebbe dovuto tenere a Pavia non arriva al suo atto finale e il convegno non ha luogo. Volano gli stracci all’interno della Giunta provinciale. PDL e Lega ai ferri corti.
Angelo Ciocca non accetta la sospensione e si dimette dalla Giunta. Ciocca sostiene che non gli sembra corretto percepire un emolumento pubblico (la sospensione infatti non sospende anche il lauto stipendio) per non lavorare.
Poma perde quindi anche il secondo pezzo della sua giunta.
Notizia ancora più recente riguarda l’assessore Richichi che si autosospende in quanto impegnato nella campagna elettorale dell’UDC. Vittorio Poma non commenta. Forse non si è neanche accorto di aver perso il terzo pezzo della sua giunta. Lo stipendio di marzo 2010, Richichi lo devolverà in beneficenza o lo userà per la sua campagna elettorale a spese di noi contribuenti?
Vittorio Poma temiamo che abbia perso la bussola e non aspetta altro che il risultato delle prossime elezioni e poter capire i nuovi equilibri fra PDL e Lega Nord. I problemi di Pavia però non aspettano. Vittorio, sveglia ! ! !
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