02 Ottobre 2010
Mentre scrivo questa mia, il gruppo facebook "cisliano si ribella alla ndrangheta" sta per chiudere. Lo fa perchè un'amministrazione comunale ha preferito adire le vie legali contro tutti coloro che hanno fatto appello alla cittadinanza per indire una manifestazione comune antimafia apartitica anzichè consentire agli stessi cittadini di essere uniti contro uno dei peggiori cancri della zona del sud ovest milanese.
Il gruppo nato su iniziativa del giornalista Davide Bortone in seguito agli arresti del clan Valle e la susseguente chiusura del ristorante "La Masseria" di Cisliano ove sembra che venissero addirittura torturati quegli imprenditori che non si lasciavano corrompere facilmente, mirava a chiedere alle autorità locali di stringersi assieme ai cittadini in una lotta antimafia che partisse dalla base civile e riuscisse a coinvolgere buona parte di essa in una zona ove la presenza ultraquarantennale delle cosche calabresi e siciliane hanno la loro base operativa.
La cronaca:
A seguito di questi arresti, il giornalista Davide Bortone apre un gruppo su facebook e invita la cittadinanza a farne parte, oltretutto cerca di aprire un dialogo con le istituzioni a cominciare dal sindaco che però si rende irreperibile alle sue richieste di dialogo e confronto.
Il 19 luglio, stanco dei continui silenzi dell'amministrazione pubblica, Davide scrive una lettera aperta al sindaco e all'amministrazione e oltre a consegnarla e protocollarla, la fa pubblicare sui giornali e sui siti, nel frattempo il gruppo su facebook cresce a dismisura come numero di adesioni, ma la risposta purtroppo in questo caso non si fa attendere molto: il comune di Cisliano affida ai media la sua posizione in questo articolo dove si accusa apertamente il gruppo fatto di cittadini di aver approfittato dell'occasione degli arresti eccellenti per attaccare l'amministrazione comunale.
Si resta basiti davanti a tali risposte, dal comunicato estrapoliamo:
L’Amministrazione comunale ritiene che ognuno debba fare la sua parte, nel pieno rispetto della legge ma anche dei rispettivi ruoli. Nulla vieta a un gruppo di cittadini di organizzare autonomamente ogni sorta di manifestazione per “sensibilizzare” contro la ‘ndrangheta, ovviamente richiedendo le necessarie autorizzazioni alle autorità competenti ma, nel caso specifico di Cisliano non è stato finora avanzata nessuna proposta concreta, ma solo una richiesta generica di “sostegno obbligatorio a prescindere”.
L’Amministrazione valuterà tutte le eventuali proposte concrete e, se saranno valide e possibili sotto il profilo istituzionale e soprattutto in linea con le direttive delle autorità preposte, non avrà alcun problema nel dare assenso all’iniziativa che, comunque, sia chiaro, può svolgersi indipendentemente dalla partecipazione di chicchessia istituzione, Comunale o altro.
Praticamente questa giunta vuole prima verificare che il gruppo sia in sintonia con il suo modo di fare "anti-'ndranghetismo" e questo perchè?
Forse perchè "qualcuno" si potrebbe offendere?
L'ultimo capitolo dopo le ferie estive: si apprende dai giornali locali che l'Amministrazione comunale di Cisliano sta valutando l'ipotesi di agire per vie legali nei confronti del giornalista Davide Bortone per i contenuti del suo gruppo Facebook dando seguito alle già annunciate minacce, i fondatori prendono quindi una decisione definitiva e dolorosa: chiudere il gruppo.
Il giornalista del sud ovest milanese dichiara sul sito:
"Ho preso questa decisione con molta amarezza. Per l'ennesima volta sono stato costretto a scontrarmi frontalmente con degli amministratori di Comuni del sudovest milanese, su un tema che invece dovrebbe mettere tutti d'accordo: la lotta alle mafie. L’Italia è un Paese malato che, in troppe occasioni, rifiuta le cure di semplici cittadini impegnati socialmente per "guarirlo". Tutto ciò, evidentemente, perché la barca affonda nella melma a partire dalla cabina di comando."
oltetutto fa un appello:
"Prima di eliminare definitivamente il gruppo da Facebook, vorrei sottolineare ancora una volta la totale mancanza di coerenza della giunta di Cisliano, a cui basta ricordare di aver chiesto ai Comuni del circondario “di attuare un ‘Patto dei Sindaci per la Legalità’”, e che tale proposta sia “caduta nel vuoto”, per giustificare il proprio immobilismo nell’organizzazione di un evento antimafioso in paese. Il Comune di Cisliano precisi quali sono i Comuni che non hanno risposto a tale appello! Faccia i nomi! Costringa i relativi amministratori a motivare il proprio silenzio, per dare peso effettivo e concreto alla propria proposta, da relegare altrimenti alla più bassa retorica antimafiosa."
Paolo Cicerone
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