La notizia è di quelle che in un altro paese avrebbero portato alle immediate dimissioni dei soggetti, in Italia invece i cittadini sono talmente assuefatti alle vicende giudiziarie dei politici che non ci fanno più caso. Il Sindaco e la giunta comunale di Brescia, tutti ad eccezione dell'assessore Bianchini, sono indagati per peculato.
Nel corso del loro mandato hanno usato le carte di credito per le spese di rappresentanza in modo molto disinvolto, in un anno e mezzo 49 mila euro per cene e pranzi.
La Corte dei Conti ha svolto un'indagine e ha chiesto agli assessori tutti, Sindaco Paroli incluso, di giusiticare tutte le spese. Di queste 43 mila euro risultano prive di giustificazioni tali da farle rientrare in spese di rappresentanza.
Il Sindaco Paroli ha provato a sanare versando di tasca propria un assegno di 43 mila euro alle casse comunali, ma non può così facilmente svincolarsi da questa accusa, non basta ad un ladro rimborsare al derubato la somma, deve comunque scontare una pena.
Il Sindaco Paroli, tra l'altro, è un Sindaco fantasma in quanto ha un doppio incarico, è contemporaneamente Sindaco e parlamentare. Da lunedì al venerdì sta a Roma e il week end è a Brescia. Un Sndaco part time e un deputato part time, eppure prende entrambi gli stipendi in misura intera.
Chiediamo le dimissioni immediate del Sindaco Paroli e di tutta la giunta comunale analogamente a quanto fatto dal Sindaco Del Bono di Bologna.

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